Candle in the Wind

Candle in the Wind

23 giu 2013

La Piccola Fiammiferaia



La Piccola Fiammiferaia parla alle donne 
perché coltivino sogni reali,
quelli che, se si daranno da fare, si avvereranno. 



C'era una volta una bambina che non aveva né padre né madre e viveva nel bosco oscuro, accanto ad un villaggio; aveva imparato che là poteva comprare fiammiferi per mezzo penny e poi rivenderli per strada per un penny intero. Se ne vendeva abbastanza riusciva a comprarsi un pezzo di pane raffermo; tornava allora al suo povero rifugio nel bosco e dormiva, tenendosi addosso tutti gli abiti che aveva. Arrivò l’inverno, e faceva molto freddo; la bambina non aveva scarpe ed il cappotto era talmente vecchio da essere trasparente. Aveva i piedi blu, con le dita tutte bianche, vagava per le strade e pregava i passanti di comprarle qualche fiammifero ma nessuno si fermava e curava di lei.
Così una sera, per scaldarsi, la Piccola Fiammiferaia disse tra sè: "Ho dei fiammiferi. Posso accendere un fuoco e scaldarmi." Ma non aveva legnetti nè ciocchi; decise comunque di accendere i fiammiferi.
E così, seduta con le gambe tese, strofinò il primo dei suoi fiammiferi e subito le parve che freddo e neve fossero svaniti; per ogni fiammifero acceso, un’immagine apparve davanti a lei, sparendo poi quando la fiamma si spegneva.
Prima vide una bella stanza con una grande stufa di ceramica. Si rannicchiò accanto alla stufa che emanava tanto calore da far ondeggiare l’aria e le parve di essere in Paradiso. Ma, improvvisamente, la stufa svanì e la bambina si trovò seduta sulla neve, tutta tremante; allora strofinò il secondo fiammifero e apparve un tavolo imbandito. Nella luce del terzo fiammifero vide un Albero di Natale.
Guardando in cielo vide una stella e le tornò in mente la nonna morta che le raccontava sempre che ogni stella cadente era un’anima che volava in Paradiso; accendendo un nuovo fiammifero la bambina vide la nonna e per prolungare la visione accese tutti i fiammiferi…uno dopo l’altro…ed insieme presero a salire in cielo, dove non faceva freddo, non si provava fame né dolore.
La mattina dopo la Piccola Fiammiferaia fu ritrovata immobile sulla neve. Era andata via per sempre.




Stiamo male quando ci allontaniamo da ciò che ci nutre

La piccola fiammiferaia è in un ambiente in cui quello che ha, dei piccoli fuochi su bastoncini di legno - l'inizio di qualsiasi possibilità creativa - non viene apprezzato. Se vi trovate in una condizione del genere, voltate le spalle e allontanatevi. La bambina è in una situazione psichica che le consente poche scelte. Si è rassegnata al suo "posto" nella vita. Se è accaduto anche a voi, lasciate andare la rassegnazione e scalciate. Quando la Donna Selvaggia è messa con le spalle al muro, non si arrende: si butta, graffia e lotta.
Che cosa deve fare la Piccola Fiammiferaia? Se i suoi istinti fossero intatti, avrebbe parecchie scelte: andare in un altro paese, infilarsi in un carro, rintanarsi in uno scantinato pieno di carbone… e invece continua a stare fuori al freddo, si rifugia nella fantasia come se fosse un anestetico e, mentre il calore dovrebbe essere il suo obiettivo principale, vende proprio i fiammiferi, l’unica cosa che può riscaldarla.
Quando sono fuori al freddo, le donne tendono a vivere di fantasia invece che di azione. Per evitare di essere come la piccola fiammiferaia, dovete intraprendere una azione molto importante. Chiunque non sostenga la vostra arte, la vostra vita, non merita il vostro tempo. Duro ma vero.
Altrimenti si vestono gli stracci della piccola fiammiferaia e ci si costringe a vivere una vita parziale, che congela i pensieri, la speranza, i doni.
Metaforicamente la bambina rappresenta tutte le donne che lasciano il loro femminile senza ricchezza, senza saggezza, senza nutrimento, senza possibilità di ulteriore sviluppo.

L'inverno psichico della donna

Se fossimo al suo posto che cosa potremmo fare? Inanzitutto non concepire il mondo fantastico che la piccola fiammiferaia crea accendendo i fiammiferi. Le fantasie della bambina portano ad uno stop, ostacolano la giusta azione nei momenti critici. Sono fantasie che nulla hanno a che fare con la realtà, e implicano che nulla si può fare o che una cosa è troppo difficile, sicchè è meglio affondare nella fantasia oziosa. La piccola fiammiferaia è coperta di stracci da così tanto tempo ormai che la cosa le sembra normale. Nessuno potrebbe fiorire al punto in cui si trova.
La donna priva di nutrimento tende a elaborare continui sogni ad occhi aperti, sul "come sarebbe se". Ma deve rifiutare la fantasia confortevole. E' una fantasia che uccide.
Psichicamente, l'inverno porta il freddo a tutto ciò che tocca. La freddezza suona la fine di ogni relazione.
Per uccidere una cosa, basta mostrarsi freddi nei suoi confronti. Non appena si diventa gelidi nel sentimento, nei pensieri o nell'azione, la relazione diventa impossibile.
Questa è la situazione nella psiche della piccola fiammiferaia. La bambina vaga per la strada e prega i passanti di comprarle i fiammiferi. Si tratta di uno degli aspetti più sconcertanti dell'istinto danneggiato delle donne: l'offerta della luce a poco prezzo.
Il fuoco è il simbolo più importante del rivivificatore della psiche.
Qui abbiamo una donna bisognosa che offre una cosa di grandissimo valore - la sua Luce - in cambio di un penny, una cosa modestissima. Se questo valore dato in cambio di poco è nella nostra psiche, o è esperito da noi nel mondo esterno, il risultato è il medesimo: ulteriore perdita di energia. Allora una donna non può più soddisfare le proprie necessità. Qualcosa che vuole vivere prega, ma non è ascoltato.
Abbiamo una persona che porta la Luce dall'abisso, ma la svende in inutili fantasie. Quando la piccola fiammiferaia decide di accendere i fiammiferi, usa le sue risorse per fantasticare invece che per agire. Usa la sua energia per qualcosa di effimero.

Che fare? Educare se stesse a cercare nutrimento, non conforto

La piccola fiammiferaia ha una nonna interiore che invece di urlare alla bambina di svegliarsi, di muoversi, di alzarsi, la trascina "in Paradiso", nella vita della fantasia.
E' un fatto psichico che quando la libido o l'energia si indeboliscono tanto che il loro respiro non appanna più lo specchio, compare la natura Vita/Morte/Vita, impersonata qui dalla nonna. E' suo compito arrivare alla morte di qualcosa, tenere in incubazione l'anima che si è lasciata dietro il suo involucro e prendersene cura finchè non potrà rinascere. Anche se il finale è doloroso, c'è sempre un raggio di luce.
Quando si sarà sopportato per abbastanza tempo, abbastanza scontento, abbastanza pressione, la Donna Selvaggia della psiche sceglierà nuova vita nella mente della donna, dandole ancora una volta l'occasione per reagire ed agire in prima persona.
La creatività non è la fantasia del “se potessi”, “se solo avessi”… è azione!
Significa reagire a tutto quanto accade attorno a noi, usare le proprie risorse per concretizzare, cominciare subito e, se si fallisce, ricominciare ancora. Significa proteggere il proprio tempo, non lasciare che lavoro, pensieri negativi, amici, mariti, amanti, costringano l'anima alla carestia. Significa educare se stesse a cercare non il conforto, ma il nutrimento negli altri: quel nutrimento che è fermento psichico, salute, benessere. Significa saper dire di no alle richieste altrui quando sono eccessive, perchè "un'anima ben sviluppata ha confini eccellenti".


C. P. Estes - Donne che corrono coi lupi 


15 giu 2013

Eros




Ancora  una volta Eros
di sotto alle palpebre brune
con languido sguardo e malie di ogni sorta
mi spinge tra le reti inestricabili di Cìpride.
E davvero, io tremo al suo assalto,
come un cavallo aggiogato, colmo di vittorie
che nolente scende in lizza coi carri veloci.

Ibico, frag. 287 

08 giu 2013

Il compagno della donna selvaggia


Per amare una donna, il compagno deve amarne anche la natura selvaggia.
Se si prende un compagno che non può o non vuole amare questo lato, sicuramente sarà in qualche modo demolita e lasciata zoppicante a vagare.
Il compagno della donna selvaggia è quello dotato di tenacia e resistenza, che sa inviare la sua natura istintiva a sbirciare sotto la tenda dell'anima della donna e comprendere quel che vede e ode.
Il buon compagno è quello che continua a tornare e non si lascia scoraggiare.

Il compito selvaggio dell'uomo è quello di non abusare di quella conoscenza che ella possiede per impadronirsi della donna, ma piuttosto di apprendere e comprendere la sostanza luminosa di lei, di cui è fatta, e lasciare che ricada su di lui, che lo sorprenda, lo traumatizzi, persino che lo frequenti come fantasma; ma che resti con quella sostanza.

Le farà brillare gli occhi, e farà brillare anche i propri occhi.