Candle in the Wind

Candle in the Wind

29 nov 2011

Non molto lontano da qui...




Amore mio, non sempre
tutto volge per il verso giusto
ma non è soltanto a causa del maltempo
se il raccolto è andato perso

Ed è buffo come a volte
il tempo scorra meglio del previsto
un panico incombente ci costringe ad addomesticare
un fervido sorriso, un benessere improvviso

E' forse una remota speranza la felicità?
Godersi il Sole in dicembre,
non molto lontano da qui.... nevica

Non molto lontano da qui
la gente escogita affannose corse
in preda all'ansia di tornare
al punto di partenza e dimentica
il peso della posta in gioco
e il come e il quando mentre fuori piove

Amore mio, non è una colpa
il non saper gestire la gioia
e il fatto di trovarsi a proprio agio
nel dolore e nella rassegnazione

Ed è innaturale come a volte
ci forziamo di ignorare
il gemito costante delle nostre reali inclinazioni
il margine di errore di un'incessante sottrazione.

E' forse una remota speranza la felicità?
Godersi il Sole in dicembre,
non molto lontano da qui.... nevica

Non molto lontano da qui
la gente ostenta oscure stravaganze
in preda all'ansia di stupire
indossa le sue maschere e dimentica
da qualche parte quella del coraggio
nel momento del rilancio

28 nov 2011

Ora e allora




Un conto è volere vedere le stelle, un conto è farsi guidare.
Un conto è saperle là in alto e lasciarle un pò fare.
Un conto è la rabbia che provi a 20 anni,
un conto è la rabbia a 40.
Un conto che intanto non sembra cambiare mai niente.

Sai che ora e allora è ancora così
a rubare l’amore che si fa rubare.

Un conto è la mappa di tutti i locali, un conto è dovere star fuori.
Un conto è sentire che riesci a lasciarti dormire.
Un conto è svegliarti e sentirti già stanco,
un conto è trovarla di fianco.
Un conto è sentire che il fuoco non è ancora spento.

Tanto ora e allora è ancora così
a rubare l’amore che si fa rubare.
Ora e allora e quando sarà
su una fune sottile con il proprio stile.

Un conto è la vita che imposta il suo gioco,
un conto è averlo capito.
Un conto è ripeterti spesso che sei fortunato.

Tanto ora e allora è ancora così
a rubare l’amore che si fa rubare.
Ora e allora e quando sarà
su una fune sottile con il proprio stile.

24 nov 2011

Elisewin


Immobile, con la lanterna spenta in mano, Elisewin sentiva il proprio nome arrivarle da lontano, mescolato al vento e al fragore del mare. Nel buio, davanti a sè, vedeva incrociarsi le piccole luci di tante lanterne, ognuna sperduta in un suo viaggio sull'orlo della burrasca. 
Non c'erano, nella sua mente, né inquietudine, né paura. Un lago tranquillo le era esploso, tutt'a un tratto, nell'anima.  Aveva lo stesso suono di una voce che conosceva.



Si voltò e lentamente tornò sui suoi passi. Non c'era più vento, non c'era più notte, non c'era più mare, per lei. Andava e sapeva dove andare.  Questo era tutto. Sensazione meravigliosa.  Di quando il destino finalmente si schiude, e diventa sentiero distinto, e orma inequivocabile,  e direzione certa. 
Il tempo interminabile dell'avvicinamento.  Quell'accostarsi.  Si vorrebbe non finisse mai.  Il gesto di consegnarsi al destino.  Quella é un'emozione.  Senza più dilemmi, senza più menzogne.  Sapere dove. E raggiungerlo.
Qualunque sia il destino.


Camminava - ed era la cosa più bella che avesse mai fatto.

Vide la locanda di Almayer avvicinarsi. Le sue luci. Lasciò la spiaggia, arrivò sulla soglia, entrò e chiuse dietro di se quella porta da cui, insieme agli altri, chissà quanto tempo prima, era uscita di corsa, senza ancora nulla sapere.


Silenzio.

..
E al centro della stanza, in piedi, immobile, Adams. Che la guarda.

Un passo dopo l'altro, fino ad arrivargli vicino. E dirgli:

-non mi farai del male, vero?
Non le farà del male, vero?


-No.

No.


Allora
Elisewin
prese
tra le mani
il volto
di quell'uomo,
e
lo baciò.

Nelle terre di Carewall, non smetterebbero mai di raccontare questa storia. Se solo la conoscessero. Non smetterebbero mai. Ognuno a modo suo, ma tutti continuerebbero a raccontare di quei due e di un'intera notte passata a restituirsi la vita, l'un l'altra, con le labbra e con le mani, una ragazzina che non ha visto nulla e un uomo che ha visto troppo, uno dentro l'altra - ogni palmo della pelle é un viaggio, di scoperta, di ritorno nella bocca di Adams a sentire il sapore del mondo, sul seno di Elisewin a dimenticarlo - nel grembo di quella notte stravolta, nera burrasca, lapilli di schiuma nel buio, onde come cataste franate, rumore, sonore folate, furiose di suono e velocità, lanciate sul pelo del mare, nei nervi del mondo, oceano mare, colosso che gronda, stravolto- sospiri, sospiri nella gola di Elisewin - velluto che vola- sospiri ad ogni passo nuovo in quel mondo che valica monti mai visti e laghi di forme impensabili - sul ventre di Adams il peso bianco di quella ragazzina che dondola musiche mute - chi l'avrebbe mai detto che baciando gli occhi di uomo si possa vedere così lontano - accarezzando le gambe di una ragazzina si possa correre così veloce e fuggire- fuggire da tutto- vedere lontano-  venivano dai due più lontani estremi della vita, questo é stupefacente,  da pensare che mai si sarebbero sfiorati, se non attraversando da capo a piedi l'universo,  e invece nemmeno si erano dovuti cercare, questo é incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo é il meraviglioso-

..questo continuerebbero a raccontare, per sempre, nelle terre di Carewall, perché nessuno possa dimenticare che non si é mai lontani abbastanza per trovarsi, mai -lontani abbastanza- per trovarsi - lo erano quei due, lontani, più di chiunque altro e adesso…

..

E' la musica che é difficile, questa é la verità, é la musica che é difficile da trovare,  per dirselo, lì così vicini, la musica e i gesti, per sciogliere la pena, quando proprio non c'é più nulla da fare, la musica giusta perché sia una danza, in qualche modo, e non uno strappo quell'andarsene, quello scivolare via, verso la vita e lontano alla vita, strano pendolo dell'anima, salvifico e assassino, a saperlo danzare farebbe meno male, e per questo gli amanti, tutti,  cercano quella musica, in quel momento, dentro le parole, sulla polvere dei gesti, e sanno che, ad averne il coraggio, solo il silenzio lo sarebbe, musica, esatta musica, un largo silenzio amoroso, radura del commiato e stanco lago che infine cola nel palmo di una piccola melodia, imparata da sempre da cantare sottovoce…


-Addio, Elisewin.
-Addio, Thomas.


Una melodia da nulla.


Sapeva solo che tutte quelle storie, custodite in lei, le avrebbe tenute per sé, e per sempre.
Sapeva che qualsiasi uomo avesse amato, in lui avrebbe cercato il sapore di Thomas.
E sapeva che nessuna terra avrebbe nascosto, in lei, l’orma del mare.

Tutto il resto era ancora nulla.  Inventarlo – questo sarebbe stato meraviglioso.

Oceano Mare- A. Baricco




23 nov 2011

Eppure sentire...




A un passo dal possibile
A un passo da te
Paura di decidere
Paura di me

Di tutto quello che non so
Di tutto quello che non ho

Eppure sentire
Nei fiori tra l'asfalto
Nei cieli di cobalto - c'è

Eppure sentire
Nei sogni in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio - c'è

Un senso di te...

21 nov 2011

La natura femminile: La Donna Scheletro

“Aveva fatto qualcosa che suo padre aveva disapprovato, sebbene nessuno più rammentasse cosa.
Il padre l'aveva trascinata sulla scogliera e gettata in mare. I pesci ne mangiarono la carne e le strapparono gli occhi.
Sul fondo del mare, il suo scheletro era voltato e rivoltato dalle correnti.

Un giorno arrivò in quella baia un pescatore. L'amo del pescatore scese nell'acqua e si impigliò nelle costole della Donna Scheletro.
Pensò il pescatore: "Ne ho preso uno proprio grosso!" Intanto pensava a quanta gente quel grosso pesce avrebbe potuto nutrire, a quanto sarebbe durato, per quanto tempo avrebbe potuto restarsene a casa tranquillo. E mentre stava cercando di tirare su quel gran peso attaccato all'amo, il mare prese a ribollire, perché colei che era sotto stava cercando di liberarsi.

Ma più lottava e più restava impigliata. Inesorabilmente veniva trascinata verso la superficie, con le costole agganciate all'amo.
Il pescatore si era girato per raccogliere la rete e non vide la testa calva affiorare dalle onde, non vide le piccole creature di corallo che guardavano dalle orbite del teschio, non vide i crostacei sui vecchi denti d'avorio. 
Quando si volse, l'intero corpo era salito in superficie e pendeva dalla punta del kayak.
"Ah!", urlò l'uomo, e il cuore gli cadde fino alle ginocchia, gli occhi per il terrore si nascosero in fondo alla testa, e le orecchie diventarono rosso fuoco.
La gettò giù dalla prua con il remo, e prese a remare come un demonio verso la riva. Non rendendosi conto che era aggrovigliata nella lenza, era sempre più terrorizzato perché essa pareva stare in piedi e seguirlo a riva. Per quanto andasse a zig zag, restava lì dietro, ritta in piedi e il suo respiro rovesciava sulle acque nuvole di vapore, e le braccia si lanciavano in acqua come per afferrarlo.

Alla fine l'uomo raggiunse il suo igloo, si lanciò nella galleria, e a quattro zampe penetrò all'interno. Ansimando e singhiozzando giacque nell'oscurità, con il cuore che batteva come un tamburo. Finalmente al sicuro.
Ma quando accese la lampada all'olio di balena, eccola, lei era lì, ed egli cadde sul pavimento di neve con un tallone sulla sua spalla, un piede sul suo gomito.
Non seppe poi dire come fu, forse la luce del fuoco ne ammorbidiva i lineamenti, o forse perché era un uomo solo.
Fatto sta che sentì nascere come un sentimento di tenerezza, e lentamente allungò le mani sudicie e prese a liberarla dalla lenza.

 "Ecco, ecco", prima liberò le dita dei piedi, poi le caviglie. E continuò nella notte, e la coprì di pellicce per tenerla al caldo. Cercò la pietra focaia e accese il fuoco.
Lei non diceva una parola - non osava - perché altrimenti quel cacciatore l'avrebbe presa e gettata agli scogli.
All'uomo venne sonno, scivolò sotto le pelli e cominciò ben presto a sognare.

Talvolta, durante il sonno, una lacrima scivola giù dall'occhio di chi sogna, quando c'è un sogno di tristezza o di struggimento. E questo accadde all'uomo.
La Donna Scheletro vide la lacrima brillare nella luce del fuoco, e d'improvviso sentì un'immensa sete. Si trascinò accanto all'uomo addormentato e posò la bocca su quella lacrima.
Quell'unica lacrima era come un fiume, e lei bevve e bevve finchè la sua sete di anni non fu placata.
Frugò nell'uomo addormentato e gli prese il cuore, il tamburo possente. Si mise a sedere e si mise a picchiare sui due lati del cuore.
Mentre suonava si mise a cantare: "Carne, carne, carne!". E più cantava più si ricopriva di carne.
Cantò per i capelli e per buoni occhi e per mani piene.
Cantò la linea tra le gambe, e il seno, abbastanza grande da trovarvi calore, e tutte le cose di cui una donna ha bisogno.

E poi cantò i vestiti, che si togliessero dal dormiente, e scivolò nel letto con lui, pelle a pelle.
Rimise il suo cuore nel suo corpo, e così si risvegliarono stretti uno nelle braccia dell'altra, aggrovigliati dalla loro notte, in un altro mondo, bello e duraturo.”



In questo racconto, il pescatore trova molto più di quello che si sarebbe aspettato. Non si rende conto di sollevare il tesoro più allarmante che gli sarà dato di conoscere, più di quanto egli possa governare.
Non sa di dover venire a patti, che tutti i suoi poteri saranno messi alla prova.
E' lo stato di tutti gli innamorati all'inizio: sono ciechi come pipistrelli.
Restare inerti e limitarsi a sognare l'amore perfetto è facile.
E' una sorta di anestesia, dalla quale potremo non risvegliarci mai. E' compito dell'anima riconoscere il tesoro in quanto tale, indipendentemente dalla sua forma insolita, e riflettere sul da farsi.
Talvolta anche gli innamorati, all'inizio di una relazione, cercano soltanto un po' di eccitazione, un pizzico di sedativo.
Senza rendersene conto, entrano in una parte della psiche, propria o dell'altro, dove risiede la Donna Scheletro. 

Il pescatore pensa di cercare semplicemente di che nutrirsi, mentre in realtà fa risalire la natura femminile essenziale nella sua completezza, la natura Vita/Morte/Vita.
Fingiamo di poter amare senza che muoiano le nostre illusioni sull'amore, fingiamo di poter andare avanti senza che muoiano le nostre aspettative superficiali, fingiamo che le nostre ebbrezze e i nostri impeti preferiti non moriranno mai.
Che cosa muore? Muore l'illusione, muoiono le aspettative, la bramosia di avere tutto, il desiderio di prendere solo il bello, tutto questo muore.

“Sbrogliare le ossa” della donna scheletro significa trovare coraggio nell'oscurità della rigenerazione. Cambiare i nostri modi di essere per riflettere la salute e non la povertà dell'anima. La paura è una scusa modesta per non fare questo lavoro; tutti abbiamo paura. Se sei vivo, hai paura. 
Non è con l'Io mutevole che amiamo l'altro, ma con l'Anima Selvaggia.
Una selvaggia pazienza è necessaria per sbrogliare le ossa.
Ci vuole un cuore desideroso di morire e rinascere, morire e rinascere.

La persona che ha sbrogliato la Donna Scheletro conosce la pazienza, sa come aspettare. Non è traumatizzata né spaventata dalla magrezza, e neanche sopraffatta dal godimento. Non teme di correlarsi con la bellezza della furia, la bellezza dell'ignoto, la bellezza del non-bello. 
Deve esserci un certo punto nella vita di un uomo in cui fiducioso va' dove l'amore lo conduce. La fiducia non dipende dal fatto che sa che l'amante non lo ferirà. La sua è la fiducia che qualunque ferita riceva, essa potrà essere curata, che una vita nuova segue la vecchia. Perché l'amore fiorisca, bisogna aver fiducia nel fatto che qualunque cosa accada, comunque apporterà una trasformazione.

E' un errore pensare che qualcuno possa essere il nostro curatore, il nostro eccitante, il nostro riempitivo: dobbiamo curare la ferita dentro di noi. 
Quando l'uomo versa la lacrima, si impadronisce del suo dolore, e lo conosce quando lo tocca. Vede come la sua vita è stata vissuta in modo protetto a causa della ferita, e che cosa della vita ha perduto. Vede come ha azzoppato il suo amore per la vita, per se stesso, per l'altro. 

Il pescatore lascia che il suo cuore si spezzi: non che vada in frantumi, ma che si apra. 
Il centro psicologico e fisiologico è il cuore. 
E' il cuore che ci fa amare come ama un bambino: appieno, senza riserve, senza sarcasmo, né dispregio o protezionismo.

All'inizio, quando impariamo ad amare davvero, fraintendiamo molto. Pensiamo di essere inseguiti mentre in realtà è la nostra intenzione di metterci in relazione con un altro essere umano in modo speciale che aggancia la Donna Scheletro.
Ovunque stia nascendo l'amore, sempre affiora la forza Vita / Morte / Vita. Sempre.

Quando un uomo dona tutto il suo cuore, diventa una forza sorprendente: diventa un'ispiratrice. Quando la Donna Scheletro dorme con lui, egli diventa fertile, è investito di poteri femminili in un ambito maschile. 
Porta i semi di una nuova vita e delle morti necessarie ad essa.
La forza e il potere di ognuno vengono liberati e spartiti. 
Chissà cosa cacceranno insieme.

C. P. Estes - Donne che corrono coi Lupi

18 nov 2011

L'Integrazione



Il conflitto è nell'uomo.
Se non viene risolto lì, non può essere risolto da nessun'altra parte.
I giochi politici che sono dentro di noi, esistono tra le due parti della mente. 

Esiste un ponte fragilissimo; se quel ponte è rotto, ti comporti come fossi due persone. Al mattino sei amorevole e gentile, la sera sei furioso, una personalità totalmente diversa. 
Non ti ricordi il mattino, e come potresti? Un'altra mente era in funzione.


Ma se questo ponte viene rafforzato, al punto che le due menti scompaiono e diventano una sola, allora ecco che insorge una Integrazione. 
Ciò che George Gurdjieff definiva "cristallizzazione dell'Essere' non è altro che queste due menti contrapposte che divengono una: l'incontro di maschile e femminile, di yin e yang, di logico e illogico, di Platone e Aristotele.


OSHO






L'immagine dell'Integrazione è la fusione degli opposti. 
Questo è un tempo di commistione tra ciò che in precedenza era stato sperimentato come contrapposizione tra le dualità della vita.
Anziché Oscurità che sopprime la Luce, Luna e Sole, questi elementi operano insieme per creare l'Uno, il Tutto unificato, mutando continuamente l'uno nell'altro, poiché ognuno contiene, nella sua essenza più intima, il seme dell'opposto.

L'Aquila, innalzandosi tra le vette della mente razionale, incarna il potere e la solitudine. Il Cigno lo spazio e la purezza, immergendosi all'interno delle emozioni, appagato e completo all'interno della propria perfezione e bellezza.
Noi siamo l'unione di questi elementi contrapposti: maschile e femminile, luce e oscurità, fuoco e acqua, vita e morte. 



Al centro della carta vediamo il Tai Chi, simbolo orientale dell'unione dello Yin e dello Yang, ossia il Ricettivo e il Creativo.
Al di sotto emerge l'Ouroboros, il serpente che si morde la coda, simbolo occidentale del processo junghiano di Individuazione che ogni essere umano deve vivere per raggiungere una personalità integrata e completa.

Il Tempo dell'Integrazione procede lentamente e richiede la massima cura.
L'Integrazione è simbolo di evoluzione e di trasformazione, dell'unione mistica  conosciuta anche come Alchimia.


15 nov 2011

Il Silenzio dei Numeri Primi


Non v’è sfortuna o fortuna che possa valere più di una mente che abbia compreso l’intuizione del proprio cuore.
Se il nostro cuore ha delle fondamenta pure, lo sentiremo vibrare in silenzio innanzi a ciò che la vita reale ci offre.

Ogni fatto, ogni azione, ogni prova passa prima dall’intuizione del nostro cuore. 
Trovare il giusto equilibrio è saggezza. 
Non importa avere ragione, conta essere felici e vivere in armonia, pur nel Caos della vita, scendendo nella mischia.

La Felicità è la Chiave, l’algoritmo il cui sviluppo ci riesce sempre così difficoltoso, così come lo è il Silenzio, che non è l’assenza dello stato emotivo o della percezione di un suono, ma quello rappresentato dalla “non influenzabilità” dei tesori che ci appartengono o che ci sono stati dati in prestito, qualunque cosa avvenga o tenti di sopraffarci.
Il non possedere nulla, nemmeno le offese più gravi che riteniamo d’aver subito o fatto, fa di noi dei soggetti liberi.


I Numeri Primi sono indivisibili per altro numero diverso da loro stessi, ma sanno anche accompagnarsi ad altri numeri, con l’umiltà dell'essere Diversi.
I Numeri Primi non soffrono la solitudine, amano soltanto il Silenzio, quello vero, che unisce.



Due non è il doppio ma il contrario di uno, della sua solitudine. 

 Due è alleanza, filo doppio che non è spezzato”. 


Erri De Luca


12 nov 2011

8 - Il Coraggio



Il seme non può sapere cosa accadrà - il seme non ha mai conosciuto il fiore.
Il seme non può credere di avere la potenzialità di diventare un fiore bellissimo. 

Il viaggio è lungo, ed è sempre più sicuro non affrontarlo, poiché il sentiero è sconosciuto e nulla è garantito.
Nulla può essere mai garantito.
I rischi lungo il cammino sono infiniti, i trabocchetti in cui cadere moltissimi e il seme sa di essere al sicuro, nascosto all'interno del suo duro involucro.


Eppure, il seme compie degli sforzi, fa dei tentativi: lascia cadere il rigido guscio che rappresenta la sua sicurezza e inizia a muoversi.  

Ma subito inizia la lotta: la battaglia col terreno, con le pietre e le rocce all'esterno. 
Per il seme non c'era pericolo, avrebbe potuto sopravvivere a lungo nascosto, mentre per il germoglio i pericoli sono infiniti.
Eppure, si lancia verso l'ignoto, verso il Sole, la Luce, senza sapere dove andare, senza sapere nemmeno perché.


Pesante è la croce da portare, però il seme ha un Sogno, e va avanti.
Il sentiero dell'uomo è simile: è duro, difficile e richiede molto coraggio.

Osho Dang




La carta mostra un piccolo fiore selvatico che per crescere ha incontrato ostacoli e pietre sulla sua strada verso la vita. Circondato da un'aura di luce vivida e dorata, il fiore manifesta tutta la maestà del proprio flebile Sé.
Privo di vergogna, assomiglia al Sole più luminoso.

Quando ci troviamo di fronte a una situazione estremamente difficile, abbiamo una scelta: possiamo arrenderci, e cercare di trovare qualcuno o qualcosa da biasimare,  così da evitare la difficoltà, oppure possiamo fronteggiarla con coraggio e crescere.
Questo fiore ci mostra la Via, in quanto la sua passione per la vita lo conduce fuori dall'oscurità, nella luce.

Non ha senso lottare contro le difficoltà e le sfide della vita, cercare di evitarle o peggio ancora di negarle. 

Esse esistono, e se il seme deve diventare un fiore, dobbiamo passarci attraverso.
Sii coraggioso e credi in te stesso, per poter diventare il fiore che sei destinato a essere.


11 nov 2011

Rialzatevi!

 Quando non si facessero più sogni audaci
Anche le azioni audaci sulla Terra cesserebbero.
I sogni audaci sono il carburante indispensabile
Per il motore del Fare.

I sogni audaci sono la miccia d’oro
Per la forza vitale dell’Essere.
Ciò che non si può sognare
Non si può neppure fare.

Rialzatevi!
Non impeditevi di sognare!
Seminate ovunque i sogni più belli
I sogni più audaci
Sorti dall’Anima come un ruggito.

C. P. Estes


10 nov 2011

11-11-11: La Coscienza Collettiva


Si sta avvicinando una data che per molti sarà semplicemente “curiosa” e per altri molto significativa. Immaginate qualsiasi evento che per voi abbia avuto un Significato ed una Importanza e confrontate con la percezione dello stesso evento che altre persone possono aver avuto. 
Questo piccolo esempio ci fa comprendere come ognuno viva nel proprio universo di Consapevolezza. Ognuno di noi è il Centro della propria vita ed il punto di vista si esprime in funzione di questo Centro. 
Accogliamo in noi solo una piccolissima parte di quanto ci potrebbe stimolare, percepiamo solo una frazione infinitesimale di ciò che esiste e con il quale interagiamo inconsapevolmente, e questa è una semplice realtà che spiega come l'acquisizione della Verità, come unica visione della Vita, sia una semplice illusione della mente che pensa di poter contenere tutto in sé.

Quindi, nel parlare di una data che emerge dal calendario che adottiamo e che non può considerarsi universale già di per sé (poiché esistono diversi calendari) stiamo già portando la nostra attenzione su qualcosa che è parziale e non globale. 

E' però di tutta evidenza, per chi lavora con il Campo Informativo-energetico personale e collettivo, che le interconnessioni che esistono tra diversi, apparentemente separati sistemi vanno a confluire in una Unità di fondo.
Ogni nostro “individuale” pensiero, sentimento, azione e stato personale va a confluire in un Unico interattivo dal quale riceviamo, di rimando, informazioni e stimoli. Tutti siamo connessi ed ognuno contribuisce al globale. In questo Collettivo possiamo includere varie dimensioni e se possiamo parlare di una Mente e Coscienza Collettiva, questa va ad interagire con un coscienza planetaria ed universale. 

In poche parole: se tante persone pensano che una data sia importante, essa lo sarà primariamente per coloro che vi credono ed anche per coloro che non vi credono, in maniera mediata dal sistema di interconnessione collettivo.

Quindi l'onda (il cambiamento nel sistema collettivo) è composta da tante gocce (i cambiamenti nei sistemi individuali) che rispecchiano le proprietà di ciò che è più ampio. L'onda non può esistere senza il mare e la consapevolezza individuale e collettiva non può esistere senza ciò che la sostiene nel suo divenire. L'onda contribuisce però a modificare il mare e farlo evolvere.
Ognuno di noi, partecipando al mare, alla goccia ed all'onda, potrà vivere il medesimo evento in modo molto vario....a patto di sceglierlo.

CAVALCARE L'ONDA


Mi piace ora portare l'attenzione sui potenziali che si aprono ad ognuno di noi in occasione di un evento collettivo (come la giornata di cui stiamo parlando) al fine di compiere un passaggio personale di libertà ed evoluzione.
Per osservare le caratteristiche dell'onda è innanzitutto da esaminare il significato che per voi riveste il numero 11. Se voi attribuite un significato “fausto” a questo numero potrete già individuare una determinata direzione dell'onda e che in quel giorno sia propizio agire. Se invece attribuite al numero 11 un significato infausto, potreste percepire l'opportunità di essere cauti, attenti. Siamo quasi a livello di superstizione, ma sappiamo che anche questa influenza va considerata.

Voglio ricordare che ciò a cui crediamo, lo creiamo nella nostra vita e contribuiamo affinchè esso possa manifestarsi nel collettivo. 
Infine voglio arrivare al passaggio per me importante: quale significato volete dare VOI a questo evento, cosa sentite IN VOI?


COME POSIZIONARSI NELL'ONDA E DOVE ANDARE

Se immaginiamo e consideriamo l'onda collettiva come siamo abituati a pensare un'onda del mare, potremmo essere indotti a credere che questo processo sia al di fuori del nostro controllo e quindi che ognuno di noi possa al più seguire ciò che già si sta sviluppando: difatti in condizioni normali non possiamo controllare il vento a nostro piacimento.
Ma questo è valido per il mare, il vento e per le onde di acqua ma non per le onde che si muovono nella Coscienza e che creano la realtà.
Pensate che diverse onde si intersechino, attraversandosi, senza modificarsi direttamente e potreste pensare a degli impulsi che attraversano uno stesso spazio mantenendo la propria integrità (ad esempio come i segnali radio). 

Ognuno di noi possiede la capacità di sintonizzarsi su una certa onda ma anche di creare una nuova onda di coscienza e, quindi, anche noi possiamo ricevere e riprodurre un certo tipo di realtà. 

Un gruppo di persone che pensino o credano alla stessa cosa, la rendono più stabile, come se stabilizzassero ed amplificassero un segnale radio che possa essere così recepito da altri. Ecco la co-creazione all'opera: ogni personale pensiero, emozione, stato, azione va a creare nuovi segnali od alimentare quelli già esistenti.

Se invece accettiamo il fatto che la Coscienza crei la realtà, abbiamo la chiave che ci può aprire una porta verso il nostro Sé e la nostra libertà. 

Potreste osservare grazie all'11-11-11 qualcosa di molto più importante su di noi: siamo Creatori e quanto maggiore è la nostra Consapevolezza, tanto maggiore sarà la capacità di co-creare una Vita che soddisfi le nostre vere esigenze.

IN PRATICA

Dopo la teoria, ecco che vi suggerisco un po' di pratica.
Assumete un significato per il numero 11 che vi piaccia e risuoni con voi: quello che preferisco è “Illuminazione” o “Amore dell'energia Femminile”.
Nella giornata dell'11 (che è molto più ampia della giornata che noi abbiamo in Italia, perchè vi sono 24 fasce orarie sul pianeta, quindi le ore 11:11 si ripeteranno diverse volte lungo tutto il globo) possiamo scegliere di sperimentare qualcosa che amiamo e che ci crea benessere: ciò produrrà uno stato interiore che può alimentare una personale evoluzione.

Prendetevi del tempo per concepire e dare voce ai vostri sogni. 
Producete immagini, scritti, musica...qualsiasi forma artistica che possa materializzare il vostro intento.

Ciò è un modo splendido per celebrare la vostra personale Bellezza e l'Armonia del Cosmo. Avrete quindi il sostegno di voi stessi, che vi ponete in un flusso di amore e creazione, al quale voi date il vostro contributo.

Quando state creando (che sia musica, danza, scritto, disegno....qualsiasi forma d'arte e manifestazione voi amiate) sperimentate ed amplificate in voi uno stato di benessere anche richiamando qualcosa che amate, che vi ha reso felici, connettendovi ai vostri migliori sentimenti e pensieri.

Trascorrete del tempo con chi amate e provate a formulare e manifestare insieme un atto creativo. 
Fate l'amore con chi amate.
Trascorrete del tempo nella natura ed ascoltate l'Armonia in essa.
Prendetevi del tempo per ascoltare il vostro Cuore.

Richiamate e sperimentate la Spontaneità dell'Amore Femminile per sperimentare la vostra personale Illuminazione. 
Ognuno di noi, nel proprio Nucleo, è già perfetto e pienamente illuminato. 


Luca Ferretti
TrasformazioneConsapevole.it