Candle in the Wind

Candle in the Wind

30 dic 2013

Comfort and Joy



God rest ye merry gentlemen
Let nothing you dismay

Remember Christ our Savior
Was born on Christmas day

To save us all from Satan's power
When we had gone astray

Oh tidings of comfort and joy
Comfort and joy

Oh tidings of comfort and joy
Comfort and joy


22 dic 2013

Only Time




Who can say where the road goes 
Where the day flows
Only time 
And who can say if your love grows 
As your heart chose
Only time 

Who can say why your heart sighs 
As your love flies
Only time 
And who can say why your heart cries 
When your love lies
Only time 

Who can say when the roads meet 
That love might be in your heart 
And who can say when the day sleeps 
If the night keeps all your heart 

Night keeps all your heart 

Who can say if your love grows 
As your heart chose 
Only time 
And who can say where the road goes 
Where the day flows
Only time 

Who knows? Only time



16 dic 2013

Center of the Sun






Young girl in the market
Used to the men
When the men leave
Her eyes are red
When her eyes are closed again
She sees the dark market on they buy their eat

And she sings:
'They say the most horrible things
But I hear violins,
When I close my eyes
I am at the center of the sun
And I cannot be hurt
By anything this wicked world has done'

Young boy in the market
Follows all the men
When the men leave
He's out of his head
When his eyes are closed again
He sees the dark market on they buy their eat

And he sings:
'They break the most beautiful things
But I hear violins,
When I close my eyes
I am at the center of the sun
And I cannot be hurt
By anything this wicked world has done
I look into your eyes
And I am at the center of the sun
And I cannot be hurt
By anything this wicked world has done'

Young boy in the market
Sees the girl alone
And asks her:
'Have you lost your way home?'
She sings:
'You say the most beautiful things,
Just like my violins'

I look into your eyes
I am at the center of the sun
And I cannot be hurt
By anything this wicked world has done

When I close my eyes
I am at the center of the sun
And I cannot be hurt
By anything this wicked world has done

11 dic 2013

Pene d'Amor Perdute



Non desidero una Rosa a Natale 
più di quanto possa desiderar 
la Neve a maggio: 
d'ogni cosa mi piace che maturi 
quand’è la sua stagione.

W. Shakespeare 




29 nov 2013

La Solitudine dei Numeri Primi

I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari.

Tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali.
I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perché fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero. Numeri come l'11 e il 13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43.
Se si ha la pazienza di andare avanti a contare, si scopre che queste coppie via via si diradano.

Ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli.

Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in altri due gemelli, avvinghiati stretti l'uno all'altro. Tra i matematici è convinzione comune che per quanto si possa andare avanti, ve ne saranno sempre altri due, anche se nessuno può dire dove, finché non li si scopre.

P. Giordano



21 nov 2013

Unconditionally




Oh no, did I get too close?
Oh, did I almost see what’s really on the inside?
All your insecurities
All the dirty laundry
Never made me blink one time

Unconditional, unconditionally
I will love you unconditionally
There is no fear now
Let go and just be free
I will love you unconditionally

Come just as you are to me
Don’t need apologies
Know that you are a worthy
I take your bad days with your good
Walk through this storm I would

I’d do it all because I love you
I love you

Unconditional, unconditionally
I will love you unconditionally
There is no fear now
Let go and just be free
I will love you unconditionally

So open up your heart and just let it begin
Open up your heart, and just let it begin
Open up your heart, and just let it begin
Open up your heart

Acceptance is the key to be truly free
Will you do the same for me?




13 nov 2013

Rosa Rosae


“Rosa, oh, contraddizione pura! 
Delizia d’essere il sonno di nessuno sotto tante palpebre”

 R. Maria Rilke 




Il poeta tedesco Rilke abitò per un certo periodo a Parigi.
Per andare all’Università percorreva ogni giorno, in compagnia di una sua amica, una strada molto frequentata.
Un angolo di questa via era perennemente occupato da una mendicante che chiedeva l’elemosina ai passanti.
La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo.
Rilke non le dava mai nulla, mentre la sua compagna le donava spesso qualche moneta.
Un giorno la giovane francese, meravigliata domandò al poeta:
- Ma perchè non dai mai nulla a quella poveretta? -
- Dovremmo regalare qualcosa al suo cuore, non alle sue mani – rispose il poeta.
Il giorno dopo, Rilke arrivò con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nella mano della mendicante e fece l’atto di andarsene.
Allora accadde qualcosa d’inatteso:
la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento da terra, prese la mano dell’uomo e la baciò.
Poi se ne andò stringendo la rosa al seno.
Per un’intera settimana nessuno la vide più.
Ma otto giorni dopo,la mendicante era di nuovo seduta nel solito angolo della via.
Silenziosa e immobile come sempre.
- Di che cosa avrà vissuto in tutti questi giorni in cui non ha ricevuto nulla? – chiese la giovane francese.
- Della rosa – rispose il poeta.


10 nov 2013

Crisi Umanitaria


"Io sono qui per provare qualcosa in cui credo: 
che la guerra è inutile e sciocca, 
la più bestiale prova di idiozia della razza terrestre."


O. Fallaci  




Mentre continua il sanguinoso conflitto in Siria, 1 milione e mezzo di siriani sono fuggiti dalle loro case per rifugiarsi in altre città del paese. Hanno varcato il confine con Giordania, Iraq, Libano e Turchia oltre 30 mila persone. Se l’Acnur ha finora registrato 125.000 rifugiati, i governi ospitanti ne stimano almeno 200.000, senza contare che nelle previsioni dell’ONU potrebbero presto diventare 650.000.
La comunità internazionale ha scelto di dare sostengo politico alle parti del conflitto siriano senza finanziare la crisi umanitaria. Ad oggi, secondo i dati delle Nazioni Unite, il Piano di Risposta regionale ha ricevuto solo il 21,4% dei fondi necessari.

Il flusso di profughi in arrivo in Giordania appare inarrestabile: ogni giorno circa mille persone valicano il confine. Per fronteggiare l’emergenza, il governo ha deciso di allestire un grande campo rifugiati nel deserto a scapito del sistema di accoglienza messo in campo sinora, che ha funzionato in modo efficace permettendo ai siriani di vivere al fianco della comunità locale in Giordania.
Il Libano ha accolto almeno 20.000 persone, con il pericolo che l’assenza di accoglienza possa far saltare i fragili equilibri sui cui si regge il paese dei cedri. Negli ultimi mesi, la mancanza di aiuti ha costretto oltre 12 mila siriani a raggiungere l’Unione Europea.
Migliaia di palestinesi, rifiutati dai paesi confinanti, hanno lasciato le loro case a Damasco per rifugiarsi in edifici scolastici. Il campo di Yarmouk è circondato dall’esercito.

Come sempre sono i più vulnerabili ed i più deboli a pagare il prezzo sanguinoso della guerra.
La guerra siriana non interessa più all'Occidente, perchè i potenti della terra hanno compreso che non era più opportuno intervenire. Eppure si muore ancora, i profughi scappano ancora.
Stiamo per esplodere, abbiamo perso il valore, il senso profondo della nostra breve vita... i conflitti armati derivano da interessi economici, oltre che ideologici, dunque sono ancora più ingiustificati, insensati, difficili da capire.

06 nov 2013

Il Filo di Seta



Io, se solo sapessi cos'è 
cosa c'è dietro a quell'ombra 
a quella paura... 
che ti fa cambiare faccia 
e fa dire quello che non si pensa. 

Dove si è rotto il filo di seta che ci univa 
e scendeva giù, giù, giù negli abissi 
e dall'universo 
scendeva giù, giù, giù negli abissi 
e andrò a cercarlo adesso. 

Io, se solo sapessi dov'è
dove ho perso la mia pazienza 
e lasciato la speranza... 
per trovare indifferenza
freddo e apparenza. 

Come? non so se ho capito bene 
tu non vuoi venire
a cercare insieme 
a cercare insieme, insieme, insieme. 

Io, se solo sapessi dov'è 
dove ho perso tutto il coraggio 
la grazia che ho imparato
l'amore che avevo dentro... 

Dove si è rotto il filo di seta che ci univa 
e scendeva giù, giù, giù negli abissi 
e dall'universo 
scendeva giù, giù, giù negli abissi 
e vado a cercarlo... senza paura.

01 nov 2013

Passaggio


La morte non è niente.
Sono solamente passato dall'altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,
solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.

Henry Scott Holland





30 ott 2013

Un lago profondissimo


Un lago profondissimo
E' la mia anima
Di cui non vedo il fondo.
Amo nasconderla al mondo.

Alle sue sponde giungono
Anime estranee,
Ma non appena vi gettano lo sguardo
La sua superficie si increspa.

Del tutto inutile è scrutare
Nelle sue profondità
Con occhio impertinente.
Le acque lo respingono,
Adirate.
Poi il lago resta torbido
Quando da lui si sono allontanate
Scosso nell'intimo, 
Senza alcun freno.

Ma se sente nel fluire del tempo
Avvicinarsi l'anima gemella
Cerchi molto ampi
Si delineano sulla sua superficie.
Nei suoi reconditi fondali
Quell'anima può penetrare
Senza volgere lo sguardo,
Muto e inorridito.


Elisabetta di Baviera



24 ott 2013

L'innamoramento è una vera e propria rivoluzione


Quante volte possiamo innamorarci nella vita?

“Pochissime volte, solo quando affrontiamo dei grandi cambiamenti. Ma, voi mi direte, c’è gente che afferma di innamorarsi in continuazione, anche ogni quindici giorni. No, no, questi non sono innamoramenti, sono attrazioni improvvise, fascinazioni, infatuazioni, cotte, tutti fenomeni di breve durata che esamineremo in seguito. L’innamoramento è una vera e propria rivoluzione, un cambiamento radicale e, quindi, raro”.

Possiamo amare, voler bene, a due persone contemporaneamente?

“Possiamo essere innamorati di una persona e continuare a volere molto bene a quella con cui vivevamo prima, soprattutto se abbiamo vissuto assieme per molto tempo. E potremmo anche restarle accanto, prendercene cura. Ma di solito è impossibile, perché lei non accetta il nostro nuovo amore, non sopporta di dividerci con altri. Nella coppia, anche se la passione è finita da un pezzo, ciascuno continua a pretendere l’esclusiva.
Nei paesi in cui esiste la poligamia, la donna si sposa sapendo già che arriverà una nuova moglie e, anche se non è contenta, non si ribella. Ma da noi la coppia si forma sulla base dell’esclusività e quindi, se uno si innamora di un altro, di solito, la vecchia relazione finisce con un divorzio”.

Che differenza c’è tra amore e amicizia?

“L’amicizia è fondata sulla fiducia e si costruisce poco a poco, con l’esperienza. L’amore invece nasce da un’attrazione misteriosa. L’amicizia è sicurezza, l’amore è rischio. Non puoi restare amico di uno che non ti è amico, mentre ti puoi innamorare di qualcuno che non ti corrisponde. Quando incontriamo un amico, anche dopo anni, è come se lo avessimo lasciato un momento prima; riprendiamo la conversazione come se fosse un dialogo ininterrotto. Poi siamo lieti se lui ci racconta cosa gli è successo, ma non ne sentiamo la necessità assoluta. Invece del nostro innamorato vogliamo sapere tutto ciò che ha vissuto, tutto ciò che ha fatto nel periodo in cui era lontano. Il tempo dell’amicizia è granulare, mentre il tempo dell’innamoramento è denso, continuo. L’innamorato vuol essere con l’altro ogni istante, e per sempre”.

Come ti accorgi che non è solo sesso, ma amore?

“Perché, ad un certo punto, provi un sentimento che prima non sapevi nemmeno cosa fosse: l’esclusività, il terrore panico di perdere l’amato. L’amore è sempre possessivo, è sempre geloso. Dice: “Quest’uomo è mio, questa donna è mia, e non posso sostituirli con nessun altro!”. Sei stata prima con l’uno e poi con l’altro per provare, per vedere cosa succede. Ma se era vero amore, per quanto tu abbia incominciato in modo superficiale, per gioco, se ora scopri che lui va a letto con un’altra, ti senti annientata. Quel sesso che prima ti sembrava così facile, così leggero, ora ti appare una catastrofe e lui ha un bel dirti che non era importante, perché se ami, non puoi accettare che lui scelga, volontariamente, il piacere sessuale con un’altra, invece che con te. Quel tradimento ti rode, ti avvelena”.

Bravi amanti si nasce o si diventa?

“Si diventa. Per prima cosa è importante amare. Ma non basta l’amore, occorre anche un sapere, che sia acquista grazie alla curiosità, alla consapevolezza che il corpo di ogni donna è diverso da quello di un’altra. Un uomo perciò diventa una bravo amante se vuol dare piacere alla sua donna, l’ascolta e interpreta i suoi desideri pronto a proseguire se capisce, e a ritirarsi se sbaglia. Ma fa grandissimi progressi se ha la fortuna di incontrare una donna che rinuncia alle sue inibizioni e gli parla e gli spiega come amarla nel modo giusto. Molti uomini non hanno idea di quanto sia complesso il corpo femminile, e molte donne non sanno comunicarlo al loro uomo, usando le parole. Anche le donne conoscono poco l’erotismo maschile, che è ad un tempo rozzo e fragilissimo e deve essere educato, diretto. Di sicuro non aiutano né il cinema né la pornografia, dove si vedono donne e uomini che appaiono appagati e felici anche se si sono appena conosciuti”.

È vero che la donna, quasi sempre, riesce a conquistare l’uomo di cui è innamorata?

“Se non sempre, spesso. Non dimentichiamo che la donna, già quando è adolescente, sa adorare il suo divo da lontano anche senza la speranza di essere ricambiata. E quando le piace un uomo è capace di amarlo a lungo, anche molti anni, e aspettare il momento in cui lui finalmente si accorge di lei e si innamora a sua volta. In questo periodo sa anche essergli fedele, o per disinteresse verso gli altri o per timore di perderlo. Un comportamento del genere ha grande effetto sull’uomo. Perciò possiamo dire che se una donna ama veramente un uomo, se lo vuole veramente, quasi sempre riuscirà ad averlo”.

Le donne hanno una sensibilità maggiore degli uomini?

“Si. Non c’è il minimo dubbio. Le femmine hanno una sensibilità della pelle, del corpo, una percezione degli odori, un’intuizione delle emozioni maggiore dei maschi. I maschi sono eccitati dalle forme, ma in realtà non sanno vedere la donna nella sua interezza, nella sua complessità. Spesso non vedono chiaramente nemmeno il corpo femminile. Le donne scoprono subito i difetti del corpo di un’altra donna. Gli uomini no. Inoltre le donne sono molto più selettive e valutano tutti gli aspetti dell’uomo: la bellezza, la forza, l’audacia, l’eleganza, ma anche cose come il potere o la ricchezza ed infine qualità interiori come il coraggio, la sincerità, lo spirito di avventura”.

Cos’è il fascino?

Il fascino non è un corpo, non è un volto, è il tralucere di una vita. Nel film di Scorsese “L’età dell’innocenza”, la contessa Olewska esercita un fascino irresistibile perché porta, nella banalità newyorkese, il segreto conturbante degli amori e delle passioni europee. Un mistero che traspare nella dolcezza fiera e dolente dei suoi lineamenti, nel suo sorriso disarmante, nel suo abbigliamento raffinato, nella sua sicurezza fra gente ostile, nel suo anticonformismo che indica altre abitudini, altri amori, rapporti proibiti. Il fascino è sempre il tralucere di un passato e di un mondo a noi sconosciuto, superiore al nostro ordine quotidiano. È il rivelarsi di questo mistero, è la seduzione di questo mistero”.

Uomini e donne tradiscono in modo diverso?

“Tutti e due di solito tradiscono quando l’altro è lontano, quando si sentono soli, quando si sentono trascurati. L’uomo lo fa senza cercare forti giustificazioni e soprattutto senza mettere in crisi tutto il rapporto. Lo relega, con estrema facilità, nella sfera puramente fisica. La donna, invece, si interroga più a fondo sul motivo del suo tradimento, rivede tutto il rapporto, non vive e non concepisce i rapporti sessuali e la relazione amorosa come se fossero compartimenti stagni”.

È vero che “in amor vince chi fugge”?

“Questo celebre verso di Ludovico Ariosto dice che in amore vince chi si fa desiderare, chi non si concede, ma anzi, respinge, suscita gelosia. A volte è vero e a volte è falso. È vero nel caso di persone competitive, che vengono eccitate, stimolate dalla presenza di un rivale o di una rivale e dalla gelosia. Molto meno vero nelle persone che hanno bisogno di amore sincero e che non sopportano la gelosia, perché queste vogliono solo che l’altro si butti nelle loro braccia e gli dica “ti amo”.



12 ott 2013

Verità, Bontà, Utilità

Nell’antica Grecia si pensava che Socrate possedesse la conoscenza nel più alto grado.

Un giorno un conoscente incontrò il grande filosofo e gli disse:
“Lo sai che cosa ho sentito poco fa sul tuo amico?”
“Aspetta un minuto – rispose Socrate - prima che tu mi dica qualcosa, voglio che tu superi una piccola prova, la prova del Filtro Triplo.
Prima che tu mi dica qualcosa sul mio amico, potrebbe essere una buona idea prendersi un momento e filtrare quello che tu stai per dire.
Il primo filtro è la verità.
Sei assolutamente sicuro che quello che stai per dirmi è vero?”
“No – disse l’uomo - l’ho appena sentito dire e…”
“Bene – disse Socrate – quindi tu non sai se è veramente vero oppure no.
Ora fammi provare il secondo filtro, il filtro della bontà.
Quello che stai per dirmi è qualcosa di buono?”
“No, al contrario…”



“E così – continuò Socrate - tu stai per dirmi qualcosa di cattivo su di lui, ma non sei sicuro che sia vero.Tu puoi ancora superare la prova, però, perché resta ancora un filtro: quello dell’utilità.
Quello che stai per dirmi sul mio amico risulterà utile per me?”
“No, no davvero…”
“Bene, – concluse Socrate – se quel che vuoi dirmi non è né vero, né buono e neppure utile, perché mai dirmelo?”


30 set 2013

Lupo Solitario


Salve, sono un lupo solitario.
Gli umani che studiano le mie mosse mi chiamano Or-7, e non mi si venga a chiedere le ragioni di un nome simile. Cose loro, non me ne può importare di meno. Ho altro per la testa.

Potrei usare mille metafore per descrivere il mio problema, ma preferisco essere diretto, sicuro che molti comprenderanno meglio. Sto girando l'America alla ricerca di una femmina. Non una femmina qualsiasi: la mia femmina. La gente sa che i lupi solitamente non vanno tanto per il sottile: i miei colleghi, arrivati ad una certa età, si scelgono una tipa niente male per farci dei figli e mettere su il branco. Al massimo, combattono con qualche idiota che si fa strane idee sulla stessa lupa, ma una volta ristabilita la legge del più forte il matrimonio va a buon fine.

Non ci trovo nulla da ridire, in questa legge sociale: padronissimi gli altri di uniformarsi alle regole naturali. Non mi impongano però di adeguarmi. Sono di un'altra pasta: sogno l'anima gemella e per favore nessuno si permetta di giudicarmi presuntuoso. Semplicemente, voglio sentirmi libero di inseguire il mio sogno. Finora ho percorso centinaia e centinaia di chilometri, attraverso questo bellissimo stato che è l'Oregon, fino alle porte della California. I biologi mi stanno alle calcagna, non si perdono un solo metro dei miei spostamenti: questi ficcanaso mi hanno piazzato un collarino che segnala costantemente la posizione.

Dev'essere per questo, credo, che ormai sono diventato una celebrità. Uno vorrebbe farsi gli affari propri senza occhi addosso, soprattutto in questo caso, quando entrano in gioco i sentimenti. Ma con questo vizio del reality su tutto e su tutti che avete voi umani, non ho scampo. Ogni volta che attraverso il confine di una contea, televisioni e giornali locali mi dedicano titoli del tipo «Benvenuto Or-7, benvenuto tra noi!». Questa popolarità, sinceramente, non mi fa né caldo né freddo, perché conosco il mondo (ho fatto anch'io i miei studi, senza essere biologo): so perfettamente, per esempio, che tra tanti simpaticoni in adorazione c'è qualche fetentissimo allevatore col fucile carico a pallettoni, ansioso di bucherellarmi la pelliccia nell'oscurità della campagna. D'accordo, ultimamente frequento i pollai con una certa voracità, ma non è cattiveria: per quanto poeta, resto pur sempre lupo. Quando la fame stringe, non è che posso servirmi da McDonald's.
Questa è la vita, ragazzi. C'è chi si preoccupa soltanto di riprodursi e di riempirsi la pancia, vivendo beato senza alzare mai la testa, ma c'è anche qualcuno che proprio non ce la fa.

Io ho bisogno d'altro. Certo ho avuto anch'io i miei incontri e i miei approcci, ma mai quello giusto per fermarmi. Inseguo la lupa dei miei sogni, so che da qualche parte esiste e prima o poi la troverò. Dovessi vagare mille anni. E se anche non la troverò, poco importa: morirò contento, perché comunque ne sarà valsa la pena. In fondo, non è poi così fondamentale trovare: la cosa veramente importante è cercare.
Spero che qualcuno di voi possa condividere quanto intendo dire. Vedo che molti uomini, ormai, vivono in branco, con la testa bassa, preoccupati soltanto di obbedire al capo. Ma so per certo che qualcuno resiste, sognando un giorno di uscire dal branco, inseguendo il suo sogno di lupo solitario.

Parola di Or-7: non è niente male. Molti benpensanti osservano la mia interminabile ricerca, su e giù per l'America, e provano pena. Ma possono risparmiarsela. Per quanto mi riguarda, potrei provare pena per loro, chiusi nei ristretti confini della banalità. Ma non ne sono capace: sono un lupo solitario, e i lupi solitari amano sopra ogni cosa la libertà, per sé e pure per gli altri. Libertà di andare, di pensare, di essere.

Allora: ciascuno per la sua strada, e che nessuno ascolti la mia storia pensando «poverino». Non sono un poverino: sono una bestia particolare, che insegue l'irresistibile richiamo del cuore. So che da qualche parte lei mi sta aspettando. Credo a Platone, che ha spiegato l'amore con una leggenda bellissima: all'origine uomo e donna erano una creatura unica, forte e potente, tanto che Zeus decise di dividerla in due parti, per evitare rischi. Da allora, le due parti sono spinte dal desiderio di ricongiungersi. Ognuno di noi è solo la metà di un essere originario: l'amore è la ricerca della metà perduta, è l'aspirazione suprema a ricongiungersi con lei.

Scusate, forse la faccio troppo romantica, ma ho tutta l'impressione che voi umani fatichiate a capirmi. Sento dire che avete indetto un concorso mondiale per trovarmi il nome giusto, come se questo fosse il problema. Voglio dirlo, senza offesa: non è di un nome che ho bisogno. Ho bisogno soltanto di trovare la parte di me che mi manca tanto. La mia lupa, l'unica lupa possibile. Quanto al nome, non state a lavorare troppo di fantasia. Mi chiamo lupo solitario, e non c'è bisogno di aggiungere altro.





26 set 2013

Corteo Nazionale No MUOS

Il Comitato No MUOS di Piazza Armerina aderisce alla manifestazione di sabato 28 settembre a Palermo.
I cittadini che aderiscono al Comitato No MUOS di Piazza Armerina saranno presenti alla grande manifestazione nazionale che si terrà sabato 28 settembre 2013 a Palermo, con inizio alle ore 15,00 e concentramento a Piazza Politeama. 

Per lo smantellamento delle 46 antenne già attive dentro la sughereta di Niscemi, per il blocco definitivo dei lavori di installazione delle tre megaparabole del MUOS e contro tutti i disegni di guerra che vedrebbero la Sicilia “portaerei nel Mediterraneo”, come ha avuto modo di preconizzare soddisfatto il Ministro della Difesa Mauro pochi mesi fa: questa, in sintesi, la piattaforma della manifestazione nazionale del 28 settembre 2013 a Palermo, che vedrà la presenza di numerosi comitati cittadini provenienti da tutta la Sicilia e da molte parti della penisola.
Ma anche l’operato del governo regionale è al centro dell’attenzione dei movimenti, dopo la revoca della revoca delle autorizzazioni da parte di Crocetta, presidente della Regione Siciliana. Mossa, quella di Crocetta, che ha anticipato di poche ore la sentenza che il Consiglio di Giustizia Amministrativa avrebbe emanato il 25 luglio scorso, dopo che il TAR aveva dato ragione il 9 luglio alle motivazioni della revoca delle autorizzazioni date a sorpresa a suo tempo dall’ex presidente Lombardo. Proprio l’atto di Crocetta è al centro della nuova offensiva legale dei team di avvocati che seguono i movimenti e i comitati No MUOS. E le nuove iniziative di lotta e protesta nascono dall’insofferenza e dal malcontento per l’atteggiamento delle istituzioni che hanno finora affrontato il tema, con contraddizioni e incoerenze negli atti che si sono succeduti.
Anche il modo con cui l’Istituto Superiore della Sanità ha trattato la tematica della salubrità dell’impianto lascia insoddisfatti i comitati: nessuno studio valido per durata temporale, con poche e saltuarie rilevazioni e provvidenziali fughe di notizie, estrapolate da contesti più problematici, utilizzate in modo improprio e mediatico.  Eppure, l’ISS ha reso noto che la relazione non può essere utilizzata a fini autorizzativi e che particolare attenzione dovrebbe essere rivolta ai più giovani, la cui salute va monitorata in base ai fattori di rischio presenti nel territorio di Niscemi e dell’intero comprensorio, che vede già la presenza di altri fattori di rischio come il Petrolchimico di Gela. Ma anche i venti di guerra sul Mediterraneo, l’utilizzo del MUOS e delle antenne per le guerre, le basi con testate nucleari presenti in Sicilia e le decine di droni, aerei senza pilota, che già partono da Sigonella sono elementi di grande preoccupazione per la continua e manifesta militarizzazione della Sicilia.

Per il futuro di pace e sviluppo, già compromesso e sottratto ai popoli del mare mediterraneo, per una Sicilia isola di cultura in un mare di concordia e solidarietà, il comitato di Piazza Armerina invita i cittadini a essere presenti alla manifestazione di sabato 28 settembre: in queste ore, in piazza Generale Cascino è stato affisso un grande manifesto (nella foto) elaborato da Enrico Di Carlo per rendere immediatamente visibile l’appello alla partecipazione.
Per info e adesioni si può contattare anche il gruppo FB No MUOS di Piazza Armerina.


Fonte: Gruppo Attivisti NO MUOS - P. Armerina 





22 set 2013

Atlas





Atlante, personaggio della mitologia greca, figlio di Giapeto e di Climene
fu costretto da Zeus a sostenere sulle spalle il mondo intero.
La punizione gli fu inflitta per aver partecipato alla Gigantomachia,
ossia alla rivolta dei Giganti che Cronos,
il padre di Zeus, guidò contro gli dei dell'Olimpo.
Atlante generò le Pleiadi, le Iadi e le Esperidi.

12 set 2013

Specchio


Si conobbero. 
Lui conobbe lei e se stesso, 
perché in verità non s’era mai saputo. 
E lei conobbe lui e se stessa, 
perché pur essendosi saputa sempre, 
mai s’era potuta riconoscere così. 

 Italo Calvino


07 set 2013

Lettera a Papa Francesco

Un gruppo di attivisti e pacifisti del comitato NO MUOS di Piazza Armerina, si trova a Roma per prendere parte alla veglia e al digiuno in Piazza San Pietro. Il gruppo donerà al pontefice il libro Piazza No MUOS.
Nelle stesse ore, in Sicilia, da Caltagirone a Monreale e da Palermo a Ragusa per giungere sino alla base MUOS di Niscemi, numerose sono le iniziative per dire NO ALLA GUERRA: digiuni, preghiere, assemblee e dibattiti promossi da confessioni religiose, movimenti pacifisti, singoli cittadini.


Caro Papa Francesco,
spirano sempre più forti i venti di guerra sul Mediterraneo, non più mare di pace, e la nostra terra di Sicilia non è più isola di cultura ma portaerei per fini bellici di superpotenze che si alimentano, insaziabili, dei profitti dell'economia di guerra.

Consapevoli di non dire nulla di nuovo, Le evidenziamo alcuni fatti:

-  all'interno della stupenda sughereta di Niscemi in Sicilia (Sito di Interesse Comunitario), la Marina Militare degli Usa, senza interpellare il Parlamento Italiano e la cittadinanza, ha installato, a partire dal 1991, 46 antenne per le telecomunicazioni con truppe e mezzi bellici nel Mediterraneo (può ricavare ulteriori informazioni dal libro Piazza No MUOS che abbiamo l'onore di donarLe);

-  è in costruzione, sempre all'interno della sughereta, il quarto impianto terrestre del MUOS, composto da tre parabole gigantesche che hanno il compito di guidare i droni (aerei senza pilota perché il pensiero umano è pericoloso), sommergibili, truppe e singoli soldati. La guerra sarà a portata di joystick.
La popolazione si è costituita in comitati che, coadiuvati da tante persone di buona volontà, stanno affrontando la problematica sotto diversi aspetti. Ma, sullo scoglio della totale mancanza di trasparenza e di democrazia reale, si imputridiscono le cattive abitudini italiche date dai partiti e dai vizi dei politici che condizionano organi di stato e i mezzi di informazione alla mercé dei poteri forti.

In un balletto di atti istituzionali, di revoca della revoca, di dichiarazioni fallaci pure in contraddizione diacronica tra loro, di azioni repressive sempre più frequenti, in presenza della manipolazione mediatica pressoché universale, il messaggio univoco che arriva ai cittadini è che il “MUOS s'ha da fare”, costi quel che costi. Ma  l'opinione pubblica sta sempre più cogliendo il nesso tra MUOS e guerre: il fronte di chi sta aprendo occhi e mente è sempre più vasto e pone, tra l'altro, un grosso problema di democrazia reale. La sensazione è di impotenza e frustrazione per il non ascolto di istanze vitali per la società, quali il rifiuto di guerre e del riarmo, il rispetto della sovranità territoriale, la difesa della salute e dell'ambiente.

In questi giorni, la pace è in forte pericolo.
Le forze del profitto e della guerra hanno già deciso il futuro del pianeta, suddiviso in aree da immiserire progressivamente e da soggiogare. In questo quadro, l'Europa del Sud è condannata a essere prima avamposto per l'aggressione ai paesi del Medio Oriente e del Maghreb e successivamente oggetto di ulteriore militarizzazione per il dominio culturale definitivo sui popoli ridotti a miseria.

La Sua autorità, caro Papa Francesco, è forte. Abbiamo apprezzato il suo grido contro la guerra che scuote anche chi, nella Chiesa, è sordo ai venti della pace.
Ci rivolgiamo a Lei perché noi, “credenti e non credenti”, siamo convinti che in questa terra possano vincere la vita e le forze del bene sull'oscurità del male e della guerra.
Per questo accogliamo il Suo invito a partecipare in piazza San Pietro alla giornata di digiuno e di preghiera di giorno 7 settembre.

Siano le Sue parole di pace e speranza monito verso la politica e i piccoli uomini deboli e corrotti.
Grazie e un caro saluto fraterno.

Gruppo Attivisti NO Muos Piazza Armerina





02 set 2013

Violenza Chiama Violenza


C’è tra gli uomini un antichissimo detto 
che quando una grande fortuna è giunta al suo colmo 
genera prole e non muore senza figli, 
e da prosperità rampolla e fiorisce insaziabile male. 

Io penso diverso dagli altri. E dico che
solo la colpa produce altre colpe a lei simili, 
e solo nei focolari governati da Giustizia 
bella prole di figli genera sempre il Destino.

Violenza partorisce tra i malvagi violenza, 
antica violenza sempre nuove violenze, 
ogni volta che del nuovo parto spunti il giorno segnato; 
invincibile demone, mostro impetuoso che si avventa sulle case, 
negra Ate che è sempre uguale alla madre.

Giustizia risplende nei fumosi tuguri 
perché il vivere onesto ella onora; 
dalle regge incrostate d’oro, dalle mani macchiate di sangue 
torce gli occhi e fugge; pie dimore cerca; 
non cura ricchezze segnate da falsi sigilli di lode; 
e tutto conduce al suo fine.

Eschilo - Agamennone (vv. 750-782)





26 ago 2013

La portaerei-Sicilia si prepara alla guerra


Tamburi di guerra, i segnali sono inequivocabili: la Francia e la Gran Bretagna hanno espresso l’avviso che non si possa chiudere gli occhi davanti alle stragi siriane. Un intervento umanitario, dunque. Le immagini di centinaia di uomini, donne e bambini uccise dal gas nervino mostrano una realta’ orrenda: la guerra civile in Siria ha raggiunto vette di crudelta’ indicibili. E’ lo scenario che anticipo’ l’intervento della Nato in Libia. Anche allora gli Stati Uniti mantennero un atteggiamento cauto rispetto a francesi e britannici, anche allora la ferocia dei combattimenti fra lealisti e ribelli provoco’ migliaia di vittime.

La “portaerei” della Nato e’ la Sicilia. E’ dall’Isola che partirebbero le azioni militari della Nato dirette verso la Siria. Non si ha notizia, tuttavia, di un “allerta” nelle basi aeree e navali dell’Isola, anche se nei mesi scorsi c’è stato un rafforzamento dei presidi militari americani con l’arrivo di un contingente di Marines e di una pattuglia di droni, esercitazioni a terra in varie location isolane.

In occasione dell’intervento in Libia la Nato insediò la cabina di regia a Napoli, ma quasi tutte le operazioni partirono dalla Sicilia, soprattutto dalla base aerea di Birgi. Furono giornate difficili, ma nessuno nell’Isola ebbe la sensazione che si rischiasse un coinvolgimento pieno e disastroso, con azioni di rappresaglia che, inevitabilmente, avrebbero potuto interessare l’area operativa.

Oggi le condizioni sono pero’ profondamente cambiate. La Nato non darebbe la caccia al rais siriano, cosi’ come fece con il colonnello Gheddafi, ma dovrebbe confrontarsi con nemici molto piu’ pericolosi ed agguerriti. L’Iran sostiene il regime siriano, che e’ a sua volta sostenuto dalla Russia e, in modo piu’ defilato, dalla Cina.

Ma c’e’ di piu’, oggi il Medio Oriente e’ una polveriera, che puo’ esplodere in qualunque momento, trasformandola in un teatro di guerra senza precedenti, le cui conseguenze non sono prevedibili.

La Sicilia e’ la “portaerei” meglio armata dell’Alleanza atlantica, il peso dell’eventuale azione militare ricadraebbe proprio su di essa. Dall’Isola partirebbero i droni, gli attacchi aerei e gli interventi di terra.
Sarebbe impossibile circoscrivere le operazioni milittari alla Siria.

Finora davanti alle coste siriane si sono stabilite unita’ della marina militare russa, mentre dal Libano e dall’Iran sono arrivati consistenti e determinanti aiuti al regime. La Tunisia destablizzata da crimini politici, la Libia dilaniata da guerriglie tribali, l’Egitto lacerato dalla guerra civile, l’Iraq tornato alle stragi quotidiane, il Libano scosso da attentati sanguinosi e dagli hezbollah “siriani”, fanno dello scacchiere mediorientale, una inquietante incognita.

L’Onu e’ paralizzato dai veti incrociati. La Russia non puo’ abbandonare il Mediterraneo, e’ l’ultima area di influenza che conserva e non intende mollarla. L’uranio arricchito per l’Iran viene dalla Russia, che puo’ contare sul sostegno della Cina. I cinesi sanno che il ritiro russo dal Mediterraneo aumenterebbe enormemente l’influenza occidentale, soprattutto americana, nell’area.

La presenza russa, inoltre, e’ legata a concreti interessi economici, il bacino energetico piu’ importante del mondo, il solo che possa competere con le risorse russe.

Gli Stati Uniti hanno annunciato di avere dato incarico ai Servizi segreti di indagare sull’uso del gas nervino e le stragi di bambini che hanno provocato la recente escalation militare nelle cancellerie europee. Le organizzazioni internazionali hanno confermato sia l’uso del gas quanto l’entita’ dei danni sofferti dalla popolazione civile.

Insomma, le carte sono a posto per l’intervento umanitario in Siria. Obama, pero’, ha tirato il freno a mano, perche’ – gli suggeriscono esperienza ed esperti militari – si sa come si comincia e non si sa come si finisce nel pantano mediorientale. Gli Usa non sono nemmeno nelle condizioni di “controllare” le scelte israeliane e turche, alleati difficili: la Turchia conosce anch’essa un periodo d’instabilita’ e sopporta il peso enorme dei profughi siriani (quasi due milioni); Israele e’ governato da un “debole” Netanieau, vittima delle sue pericolose contraddizioni (“apre” alla pacificazione con i palestinesi moderati e annuncia la costruzione di nuovi alloggi nell’area “di rispetto”).

Saranno le armi a fermare la ferocia dei contendenti e ridare serenita’ nel Medio Oriente? In caso di intervento della Nato, senza il viatico Onu, come reagiranno gli iraniani ed i russi? Spettera’ alla “portaerei” Sicilia “aggiustare” le cose? E che cosa rischia l’Isola dei marines, dei droni, delle basi aeree e navali?

Potrebbe trasformarsi in un “bersaglio” per ogni rappresaglia.

Sono domande che dovrebbero farsi a Roma e, anche a Palermo. Il silenzio sui venti di guerra fa paura.

Salvatore Parlagreco - www.siciliainformazioni.com




Fino a quando faremo finta che non stia succedendo nulla nella nostra bella terra?
Lasceremo che gli americani (con il placet delle alte sfere dei poteri forti italiani) trasformino la Sicilia, crocevia di popoli e asilo dei naviganti da tempi immemori, in una polveriera militarizzata, grazie alle antenne MUOS americane?
Antenne che gli americani hanno sempre piazzato in luoghi desertici per la loro pericolosità oggi sono state montate a NISCEMI, a pochi km da noi! 
Dio non voglia che i siciliani lascino accadere tutto questo, sotto i loro stessi occhi inconsapevoli! Difendiamo la nostra Sicilia da chi inventa pretesti falsi per fare guerra ai popoli che vuole conquistare! 

NO AL MUOS! NO ALLA GUERRA!


22 ago 2013

Notte d'Estate





Ti avevo cantato una canzone.
Tu tacevi. La tua destra tendeva
con dita stanche una grande,
rossa, matura rosa purpurea.

E sopra di noi con estraneo fulgore
si alzò la mite notte d'estate,
aperta nel suo meraviglioso splendore,
la prima notte che noi godemmo.

Salì e piegò il braccio oscuro
intorno a noi ed era così calma e calda.
E dal tuo grembo silenziosa scrollasti
i petali di una rosa purpurea.

Hermann  Hesse




15 ago 2013

MUOS: che cos'è?


Niscemi, capitale del carciofo, vicinissima a Gela e ai confini delle province di Enna e Ragusa, proiettata già nel futuro delle guerre stellari. Un'inchiesta de "L'Espresso" di alcuni mesi fa, consultabile con appena un click su internet, ha mostrato foto e prove di quello che non è mai stato detto alle popolazioni locali ma concertato segretamente dai governi, italiano e americano, senza neanche informare i rispettivi parlamenti.
Si tratta della costruzione della quarta stazione del mondo (le altre tre sono in posti desertici) del MOBILE USER OBJECTIVE SYSTEM, MUOS, che a Niscemi sta già vedendo la costruzione di tre grandi antenne circolari con un diametro di 18 metri e due torri radio di 150 metri: una stazione terrestre di telecomunicazioni satellitari che permetterà a breve alle forze armate USA di comunicare con i comandi e i centri di controllo ovunque essi si trovino.

"Il MUOS di Niscemi fa parte di un sistema di comunicazioni che, dal 2015, permetterà al comando USA di tenere i contatti con tutte le sue unità militari sul pianeta. Potenza e velocità di trasmissione inimmaginabili. - riferiva "L'Espresso" - Nessuno può valutare il rischio di questa cappa radio globale, perchè non esiste nulla del genere: in pratica, si tratta della stessa connessione dei telefonini di ultima generazione, ma con una capacità di trasmettere dati in quantità enormi e con velocità mai vista. E soprattutto senza bisogno dei ripetitori: solo quattro antenne per arrivare ovunque."

Il giornalista Antonio Mazzeo ha dedicato gran parte della sua ricerca giornalista proprio al MUOS di Niscemi ed ha presentato ieri la sua ultima pubblicazione Un eco MUOStro a Niscemi, l'arma perfetta per i conflitti del XXI secolo in cui afferma che "Fa paura il nuovo supersegreto centro di telecomunicazioni della Marina Militare USA di Niscemi. Gli studiosi che rifiutano sdegnati le buste paga del Pentagono lo hanno definito un pericolosissimo maxiforno a microonde." I Movimenti NO MUOS in Sicilia hanno organizzato, dal 29 aprile al primo maggio, tre giorni di dibattiti, concerti e manifestazioni, all'interno della sughereta e del centro abitato di Niscemi, dove la popolazione è preoccupata per le conseguenze sulla salute di questa cappa radio planetaria che già vede, proprio a Niscemi, la presenza di 41 antenne satellitari, installate dalla Marina Americana e già attive da anni.
Dopo il corteo che ha attraversato la città, nel pomeriggio, è stato affrontato il tema dell'inquinamento elettromagnetico e dei suoi effetti con Massimo Coraddu, ingegnere dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che ha illustrato molto bene come gli studiosi italiani non hanno accesso in modo significativo ai dati delle attuali antenne già funzionanti e del sistema MUOS che si sta installando.


FONTE: Piazza NO MUOS - Antonella Santarelli e Salvatore Giordano  





07 ago 2013

Manifestazione Nazionale NO MUOS

Oggi è stata una giornata tutta dedicata al No Muos:
FLASH MOB serale dell'oratorio salesiano e poi seduta consiliare con gli attivisti No Muos.

Faccio un appello a tutti i siciliani che leggeranno il mio blog, da qui ai prossimi giorni: Vi prego di aderire in tanti il 9 agosto, alla manifestazione nazionale No Muos.
Considerate che chi è siciliano ha l'imperativo morale di essere presente, perchè questa istallazione di mega parabole americane è una pericolosa bomba ad orologeria, piazzata non sopra la città di Niscemi, ma di tutta la nostra bella isola. E' pericolosa non solo per noi, ma per i figli, i nipoti, per i posteri che verranno.

Questo non è un dissenso di attivisti "collusi con la mafia", come ci è stato tristemente detto: è il grido d'allarme di una catastrofe di proporzioni immani, è una dichiarazione di guerra alla salute ed alla sicurezza della nostra Sicilia, è un abuso di potere da parte di chi ha vinto l'ultima guerra, è un dovere che si impone e che chiama a partecipare tutti i siciliani che hanno a cuore la vita e la salute della nostra terra.

Manifestazione NO MUOS, 9 agosto 2013, partenza ore 15.00
Da soli, siamo vulnerabili e sottoposti ad attacchi vergognosi.
Ma se saremo uniti, nessuno potrà fermarci.



28 lug 2013

Amiamo ciò che ci somiglia


Che il bello e l'incantevole
siano solo un soffio e un brivido, 
che il magnifico entusiasmante amabile 
non duri: nube, fiore, bolla di sapone, 
fuoco d'artificio e riso di bambino, 
sguardo di donna nel vetro di uno specchio, 
e tante altre fantastiche cose, 
che esse appena scoperte svaniscano, 
solo il tempo di un momento 
solo un aroma, un respiro di vento, 
ahimè lo sappiamo con tristezza. 

E ciò che dura e resta fisso 
non ci è così intimamente caro: 
pietra preziosa con gelido fuoco, 
barra d'oro di pesante splendore; 
le stelle stesse, innumerabili, 
se ne stanno lontane e straniere, non somigliano a noi - 
effimeri-, non raggiungono il fondo dell'anima. 

No, il bello più profondo e degno dell'amore 
pare incline a corrompersi, 
è sempre vicino a morire, 
e la cosa più bella, le note musicali, 
che nel nascere già fuggono e trascorrono, 
sono solo soffi, correnti, fughe 
circondate d'aliti sommessi di tristezza 
perché nemmeno quanto dura un battito del cuore 
si lasciano costringere, tenere; 
nota dopo nota, appena battuta 
già svanisce e se ne va. 

Così il nostro cuore è consacrato 
con fraterna fedeltà 
a tutto ciò che fugge 
e scorre, 
alla vita, 
non a ciò che è saldo e capace di durare. 

Presto ci stanca ciò che permane, 
rocce di un mondo di stelle e gioielli, 
noi anime-bolle-di-vento-e-sapone 
sospinte in eterno mutare. 
Spose di un tempo, senza durata, 
per cui la rugiada su un petalo di rosa, 
per cui un battito d'ali d'uccello 
il morire di un gioco di nuvole, 
scintillio di neve, arcobaleno, 
farfalla, già volati via, 
per cui lo squillare di una risata, 
che nel passare ci sfiora appena, 
può voler dire festa o portare dolore. 

Amiamo ciò che ci somiglia, 
e comprendiamo 
ciò che il vento ha scritto 
sulla sabbia.


H. Hesse 



19 lug 2013

Falling away with You



These violent delights have violent ends
And in their triumph die, like fire and powder
Which, as they kiss, consume...


Romeo and Juliet, 2, 6


13 lug 2013

Nessuno possiede nessuno

Caro bambino di Palermo,
non mi faccio illusioni: le immagini che il tuo subconscio ha registrato nelle quattro ore in cui sei rimasto in casa da solo con il corpo assassinato di tua madre resteranno impresse nelle tue viscere come un tatuaggio immateriale. Saranno la carrozzella emotiva su cui siederai per tutta la vita. Ma nonostante questo, puoi farcela. Spero che, quando ti riveleranno la verità, avrai già abbastanza esperienza di mondo per accettarla, ma anche sufficiente ingenuità per non permetterle di peggiorarti. Il regista che ha in mano tutti i nostri copioni ti ha affidato un ruolo delicatissimo: tu, orfano precoce della vittima di uno stalker, puoi diventare la tomba del maschio o la sua riscossa. Dipenderà da come saprai accogliere un messaggio semplice e rivoluzionario: nessuno possiede nessuno.

L’amore ti dà diritto di amare, non quello di vantare diritti sulla persona amata. Anche a te, come a tutti, capiterà di essere respinto, abbandonato, tradito. Anche tu ti troverai a camminare in qualche oscura notte dell’anima, quando la perdita dell’amore toglie il sonno, il senno e il senso di ogni prospettiva, trasformando la passione in ossessione. Lì si vedrà chi sei veramente. Potrai rifiutare la sconfitta e tormentare colei che ti respinge, e allora ti sarai rivelato un debole e, nei casi estremi, un farabutto. Oppure potrai farti forza e sublimare il tuo sentimento in rispetto, lasciandola andare in pace. Per un po’ starai peggio, ma appena riemergerai dalla sofferenza sarai diventato la persona di cui abbiamo bisogno. Un uomo vero.


Massimo Gramellini 




23 giu 2013

La Piccola Fiammiferaia



La Piccola Fiammiferaia parla alle donne 
perché coltivino sogni reali,
quelli che, se si daranno da fare, si avvereranno. 



C'era una volta una bambina che non aveva né padre né madre e viveva nel bosco oscuro, accanto ad un villaggio; aveva imparato che là poteva comprare fiammiferi per mezzo penny e poi rivenderli per strada per un penny intero. Se ne vendeva abbastanza riusciva a comprarsi un pezzo di pane raffermo; tornava allora al suo povero rifugio nel bosco e dormiva, tenendosi addosso tutti gli abiti che aveva. Arrivò l’inverno, e faceva molto freddo; la bambina non aveva scarpe ed il cappotto era talmente vecchio da essere trasparente. Aveva i piedi blu, con le dita tutte bianche, vagava per le strade e pregava i passanti di comprarle qualche fiammifero ma nessuno si fermava e curava di lei.
Così una sera, per scaldarsi, la Piccola Fiammiferaia disse tra sè: "Ho dei fiammiferi. Posso accendere un fuoco e scaldarmi." Ma non aveva legnetti nè ciocchi; decise comunque di accendere i fiammiferi.
E così, seduta con le gambe tese, strofinò il primo dei suoi fiammiferi e subito le parve che freddo e neve fossero svaniti; per ogni fiammifero acceso, un’immagine apparve davanti a lei, sparendo poi quando la fiamma si spegneva.
Prima vide una bella stanza con una grande stufa di ceramica. Si rannicchiò accanto alla stufa che emanava tanto calore da far ondeggiare l’aria e le parve di essere in Paradiso. Ma, improvvisamente, la stufa svanì e la bambina si trovò seduta sulla neve, tutta tremante; allora strofinò il secondo fiammifero e apparve un tavolo imbandito. Nella luce del terzo fiammifero vide un Albero di Natale.
Guardando in cielo vide una stella e le tornò in mente la nonna morta che le raccontava sempre che ogni stella cadente era un’anima che volava in Paradiso; accendendo un nuovo fiammifero la bambina vide la nonna e per prolungare la visione accese tutti i fiammiferi…uno dopo l’altro…ed insieme presero a salire in cielo, dove non faceva freddo, non si provava fame né dolore.
La mattina dopo la Piccola Fiammiferaia fu ritrovata immobile sulla neve. Era andata via per sempre.




Stiamo male quando ci allontaniamo da ciò che ci nutre

La piccola fiammiferaia è in un ambiente in cui quello che ha, dei piccoli fuochi su bastoncini di legno - l'inizio di qualsiasi possibilità creativa - non viene apprezzato. Se vi trovate in una condizione del genere, voltate le spalle e allontanatevi. La bambina è in una situazione psichica che le consente poche scelte. Si è rassegnata al suo "posto" nella vita. Se è accaduto anche a voi, lasciate andare la rassegnazione e scalciate. Quando la Donna Selvaggia è messa con le spalle al muro, non si arrende: si butta, graffia e lotta.
Che cosa deve fare la Piccola Fiammiferaia? Se i suoi istinti fossero intatti, avrebbe parecchie scelte: andare in un altro paese, infilarsi in un carro, rintanarsi in uno scantinato pieno di carbone… e invece continua a stare fuori al freddo, si rifugia nella fantasia come se fosse un anestetico e, mentre il calore dovrebbe essere il suo obiettivo principale, vende proprio i fiammiferi, l’unica cosa che può riscaldarla.
Quando sono fuori al freddo, le donne tendono a vivere di fantasia invece che di azione. Per evitare di essere come la piccola fiammiferaia, dovete intraprendere una azione molto importante. Chiunque non sostenga la vostra arte, la vostra vita, non merita il vostro tempo. Duro ma vero.
Altrimenti si vestono gli stracci della piccola fiammiferaia e ci si costringe a vivere una vita parziale, che congela i pensieri, la speranza, i doni.
Metaforicamente la bambina rappresenta tutte le donne che lasciano il loro femminile senza ricchezza, senza saggezza, senza nutrimento, senza possibilità di ulteriore sviluppo.

L'inverno psichico della donna

Se fossimo al suo posto che cosa potremmo fare? Inanzitutto non concepire il mondo fantastico che la piccola fiammiferaia crea accendendo i fiammiferi. Le fantasie della bambina portano ad uno stop, ostacolano la giusta azione nei momenti critici. Sono fantasie che nulla hanno a che fare con la realtà, e implicano che nulla si può fare o che una cosa è troppo difficile, sicchè è meglio affondare nella fantasia oziosa. La piccola fiammiferaia è coperta di stracci da così tanto tempo ormai che la cosa le sembra normale. Nessuno potrebbe fiorire al punto in cui si trova.
La donna priva di nutrimento tende a elaborare continui sogni ad occhi aperti, sul "come sarebbe se". Ma deve rifiutare la fantasia confortevole. E' una fantasia che uccide.
Psichicamente, l'inverno porta il freddo a tutto ciò che tocca. La freddezza suona la fine di ogni relazione.
Per uccidere una cosa, basta mostrarsi freddi nei suoi confronti. Non appena si diventa gelidi nel sentimento, nei pensieri o nell'azione, la relazione diventa impossibile.
Questa è la situazione nella psiche della piccola fiammiferaia. La bambina vaga per la strada e prega i passanti di comprarle i fiammiferi. Si tratta di uno degli aspetti più sconcertanti dell'istinto danneggiato delle donne: l'offerta della luce a poco prezzo.
Il fuoco è il simbolo più importante del rivivificatore della psiche.
Qui abbiamo una donna bisognosa che offre una cosa di grandissimo valore - la sua Luce - in cambio di un penny, una cosa modestissima. Se questo valore dato in cambio di poco è nella nostra psiche, o è esperito da noi nel mondo esterno, il risultato è il medesimo: ulteriore perdita di energia. Allora una donna non può più soddisfare le proprie necessità. Qualcosa che vuole vivere prega, ma non è ascoltato.
Abbiamo una persona che porta la Luce dall'abisso, ma la svende in inutili fantasie. Quando la piccola fiammiferaia decide di accendere i fiammiferi, usa le sue risorse per fantasticare invece che per agire. Usa la sua energia per qualcosa di effimero.

Che fare? Educare se stesse a cercare nutrimento, non conforto

La piccola fiammiferaia ha una nonna interiore che invece di urlare alla bambina di svegliarsi, di muoversi, di alzarsi, la trascina "in Paradiso", nella vita della fantasia.
E' un fatto psichico che quando la libido o l'energia si indeboliscono tanto che il loro respiro non appanna più lo specchio, compare la natura Vita/Morte/Vita, impersonata qui dalla nonna. E' suo compito arrivare alla morte di qualcosa, tenere in incubazione l'anima che si è lasciata dietro il suo involucro e prendersene cura finchè non potrà rinascere. Anche se il finale è doloroso, c'è sempre un raggio di luce.
Quando si sarà sopportato per abbastanza tempo, abbastanza scontento, abbastanza pressione, la Donna Selvaggia della psiche sceglierà nuova vita nella mente della donna, dandole ancora una volta l'occasione per reagire ed agire in prima persona.
La creatività non è la fantasia del “se potessi”, “se solo avessi”… è azione!
Significa reagire a tutto quanto accade attorno a noi, usare le proprie risorse per concretizzare, cominciare subito e, se si fallisce, ricominciare ancora. Significa proteggere il proprio tempo, non lasciare che lavoro, pensieri negativi, amici, mariti, amanti, costringano l'anima alla carestia. Significa educare se stesse a cercare non il conforto, ma il nutrimento negli altri: quel nutrimento che è fermento psichico, salute, benessere. Significa saper dire di no alle richieste altrui quando sono eccessive, perchè "un'anima ben sviluppata ha confini eccellenti".


C. P. Estes - Donne che corrono coi lupi 


15 giu 2013

Eros




Ancora  una volta Eros
di sotto alle palpebre brune
con languido sguardo e malie di ogni sorta
mi spinge tra le reti inestricabili di Cìpride.
E davvero, io tremo al suo assalto,
come un cavallo aggiogato, colmo di vittorie
che nolente scende in lizza coi carri veloci.

Ibico, frag. 287 

08 giu 2013

Il compagno della donna selvaggia


Per amare una donna, il compagno deve amarne anche la natura selvaggia.
Se si prende un compagno che non può o non vuole amare questo lato, sicuramente sarà in qualche modo demolita e lasciata zoppicante a vagare.
Il compagno della donna selvaggia è quello dotato di tenacia e resistenza, che sa inviare la sua natura istintiva a sbirciare sotto la tenda dell'anima della donna e comprendere quel che vede e ode.
Il buon compagno è quello che continua a tornare e non si lascia scoraggiare.

Il compito selvaggio dell'uomo è quello di non abusare di quella conoscenza che ella possiede per impadronirsi della donna, ma piuttosto di apprendere e comprendere la sostanza luminosa di lei, di cui è fatta, e lasciare che ricada su di lui, che lo sorprenda, lo traumatizzi, persino che lo frequenti come fantasma; ma che resti con quella sostanza.

Le farà brillare gli occhi, e farà brillare anche i propri occhi.