Candle in the Wind

Candle in the Wind

31 mag 2011

La storia di Amore e Follia

Un giorno, la Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei.
Dopo il caffè, la Follia propose:
“Giochiamo a nascondino?”.
“Nascondino? Che cos’è?” – domandò la 
Curiosità.
“Nascondino è un gioco. 
Io conto fino a cento e voi vi nascondete.
Quando avrò terminato di contare, vi cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare”.
Accettarono tutti, ad eccezione della Paura e della Pigrizia.

“Uno.... due.... tre..."  la Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d’alberi.
La Gioia corse in mezzo al giardino.
La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi.
L’ Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro ad un sasso.
La Follia continuava a contare, mentre i suoi amici si nascondevano.
La Disperazione era disperata, vedendo che la Follia era gia a novantanove.
"CENTO! – gridò la Follia – Ora comincerò a cercare.”

La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto.
Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto, che non sapeva da quale lato nascondersi meglio.
E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza.
Quando tutti erano riuniti, la Curiosità 
domandò: “Dov’è L’Amore?”.
Nessuno l’aveva visto..... 
La Follia cominciò a cercarlo.
Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi, sotto le rocce.
Ma non trovò l’Amore.









Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese in mano un pezzo di legno con cui avanzare in mezzo alle spine, e cominciò a cercare tra i rovi, finché ad un tratto sentì un grido.
Era l’Amore, che gridava perché una spina gli aveva ferito un occhio.
La Follia non sapeva che cosa fare...
Si scusò, implorò l’Amore per avere il suo 
perdono 
e finì per promettergli di seguirlo per sempre.
L’Amore commosso accettò le sue scuse.


E così, da allora l'Amore è cieco e la Follia l’accompagna sempre.

Per Sempre

Qualcosa di profondo è cambiato dentro di me. 
Non era il cuore, non era la mente... 
Dentro di me si era creato uno spazio nuovo, 
che prima non esisteva. 
In quello spazio c’era un vuoto. 
Un vuoto inquieto, assetato, che richiedeva una presenza. 
E quella presenza eri tu.


S.Tamaro



30 mag 2011

La Distanza di un Amore


Ed io povero sarò
e tu povera sarai
la distanza di un amore
che non ho parole per spiegare...

Perchè non vivo più
perchè mi manchi tu
e questo cielo blu
non lo posso sopportare...







29 mag 2011

No More "I Love You's"




No more "I love you's"
The language is leaving me...


No more "I love you's"
The language is leaving me in silence...


No more "I love you's"
Changes are shifting outside the word...


Tempo

Il tempo è senza inizio
nell’ordito di un tessuto
dove il silenzio tace 
nell'affaticarsi dell'universo
e voi vorreste misurare il ritmo dell’universo,
l’incommensurabile e l’immenso.
Vorreste regolare il vostro comportamento
e dirigere il corso del vostro spirito
secondo le ore e le stagioni.
Del tempo vorreste fare un fiume
per sostare presso la sua riva e guardarlo fluire.
Ma l’eterno che è in voi
sa che la vita è senza tempo.
E sa che l’oggi non è che il ricordo di ieri,
e il domani il sogno di oggi.
E ciò che in voi è canto e contemplazione
dimora quieto entro i confini di quel primo attimo
in cui le stelle furono disseminate nello spazio.
Chi di voi non sente 
che la sua forza d’amore è sconfinata?
E chi non sente che questo autentico amore,
benché sconfinato, 
è racchiuso nel centro del proprio essere,
e non passa da pensiero d’amore a pensiero d’amore,
né da atto d’amore ad atto d’amore?
E non è forse il tempo, così come l’amore,
indiviso e immoto?
Ma se col pensiero volete misurare il tempo in stagioni,
fate che ogni stagione racchiuda tutte le altre,
e che il presente abbracci il passato con il ricordo,
e il futuro con l’attesa.


K. Gibran





26 mag 2011

Ghost in the Shell 2 - Innocence




Even the moon would not shine every day, every night
Scaly thrushes cry on the sadness
I turned and looked back, but the flower lookeds like they'd fallen out
As if the feeling of solacement has faded away...

Gods gathers forward the next world
And day breaks, and scaly thrushes cry
A blossom has desire to satisfy and pray to God earnestly

"I should grieve over myself at this-time life,
The dream has gone
Left my grudge and gone..."





Questa è la bellissima opening del mio anime preferito: Ghost in the Shell: L'attacco dei Cyborg, conosciuto nel mondo intero col titolo di INNOCENCE (イノセンス Inosensu) e sequel dell'anime Ghost in the Shell. È stato scritto e diretto da Mamoru Oshii ed è basato sul sesto capitolo del manga originale di Masamune Shirow.

Il film si svolge nel 2032: le città sono ormai abitate da sempre meno esponenti della razza umana "pura" in favore di androidi meccanici e di cyborg, come Batou, dotati di anima ma vulnerabili all'hacking del loro cervello meccanizzato.
Il film presenta numerosi personaggi apparsi in Ghost in the Shell, che fanno parte della "Sezione 9", l'organizzazione governativa di cui faceva parte Major, la protagonista: qui ritroviamo Togusa, il membro più "umano" della squadra, il capo Aramaki, Ishikawa e Batou, che qui è nel ruolo di protagonista. Batou è l'inseparabile compagno di MAJOR, cioè Motoko Kusanagi, data per dispersa già al termine del primo film. Il suo nuovo compagno è ora la recluta Togusa, che afferma di non aver mai chiesto volontariamente il posto di Major, ben sapendo di non essere in grado di sostituirla, sia come efficienza pratica che come intelligenza.
I membri della "Sezione 9" stanno indagando su un'azienda operante nella produzione di cyborg, la Locus Solus (dal romanzo omonimo dello scrittore francese Raymond Roussel), i cui "ginoidi", androidi dalla forma di giovane donna utilizzati come strumento sessuale, hanno ucciso otto persone e si sono manomessi volontariamente per dare inizio ad un'inchiesta della polizia. I ginoidi possedevano un'anima, fattore che li rendeva più appetibili ai clienti, creata attraverso un'illegale macchina che, partendo da un'anima originale, eliminava quest'ultima per produrne in serie numerose copie. Al fine di raggiungere questo scopo, la Yakuza rapiva giovani ragazze innocenti e le vendeva alla Locus Solus che avrebbe poi rubato loro l'anima. Due delle ragazze riescono però a interrompere questo processo ciclico, causando il malfunzionamento negli androidi e rendendo quindi pubblica la loro condizione.
Il maggiore Kusanagi, protagonista di Ghost in the Shell, è data per dispersa ma il personale del governo la sta ancora cercando per recuperare e distruggere le informazioni che possiede riguardo al Progetto 2501. Nel film, Batou spiega a Togusa come il maggiore sia scomparso proprio per sfuggire agli uomini del governo, interessati solo alla sua memoria e non a lei come persona...ma Batou sa che Major è ancora viva, e che la rivedrà quando sarà il momento!


25 mag 2011

Insignificante

Ho perdonato errori imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. 
Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch'io ho deluso. 
Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l'eternità. 
Ho riso quando non volevo che piangere, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. 
Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. 
Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. 
Ho vissuto d'amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore. 
Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. 
Ho telefonato solo per ascoltare una voce. 
Mi sono di nuovo innamorato di un sorriso. 
Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che poi ho finito per perdere) 
Ma sono sopravvissuto!  E vivo ancora! 
E la vita non mi stanca… E anche tu non dovrai stancartene. 
È veramente bello battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perchè il mondo appartiene a chi osa.
La Vita è troppo breve per essere vissuta in modo insignificante... 


Charlie Chaplin

24 mag 2011

I Chakra

"Chakra" in sanscrito significa "ruota", ed infatti i chakra sono dei veri e propri centri di smistamento, dei punti di entrata e uscita dell’energia dall’universo a noi e viceversa. Secondo la tradizione orientale, sul nostro corpo ne sono disposti almeno 144; i più importanti sono sette, disposti sulla linea mediana del corpo (all’altezza della colonna vertebrale) e controllano ed influenzano tutte le ghiandole, le funzioni, gli organi. Ogni chakra ha una sua specificità, una sua "zona di competenza" sia a livello fisico che mentale ed emozionale. Quando il chakra è armonico, l’energia fluisce correttamente e scorre libera nelle nadi, le "arterie" del sistema circolatorio "sottile"; in caso di disequilibrio, il chakra può caratterizzarsi per un eccesso o un difetto di attività. Ad ogni chakra, inoltre, sono tradizionalmente associati elementi, colori, pietre, profumi...



1° CHAKRA - MULADHARA


“Muladhara”, in sanscrito, significa “sostegno della base”. E’situato nella zona del perineo, tra i genitali e l’ano e ha come ghiandole endocrine corrispondenti le surrenali. E’ il chakra che corrisponde alla radice, porta come elemento la terra e racchiude tutta l’energia di base che accompagna sin dalla nascita ogni uomo. Il suo equilibrio determina l’armonia del vivere "terreno". Le corrispondenze fisiche riguardano i piedi e la parte posteriore delle gambe, le ginocchia, le radici nervose dei plessi coccigeo e sacrale, le parti del corpo innervate dalle vertebre che vanno dal coccige alla seconda sacrale, la colonna vertebrale, l’ apparato genitale, intestino crasso e le funzioni di escrezione ed eliminazione, il sistema nervoso centrale. Il senso corrispondente è l’olfatto.Il pianeta è la Terra.
I suoi colori sono il rosso e il nero, le pietre correlate granato, rubino, corallo, diaspro rosso, tormalina nera, ossidiana, ossidiana fiocco di neve, onice, ematite...
Il profumo associato nelle nostre candele è quello del patchouli.


2° CHAKRA - SVADISHTANA



“Svadishtana” significa “che sta nel proprio posto”. Questo chakra è situato nelle pelvi, poco al di sopra del pube. Ha come ghiandole endocrine corrispondenti le gonadi (ovaie per le donne e testicoli per gli uomini). E’correlato ai genitali, ai reni, al basso addome e ai sistemi circolatori, alle mani e al senso del gusto. Gli organi corrispondenti sono intestino, vescica, utero, ovaie, prostata. E’ il chakra che trasmette la fluidità, porta come elemento l’acqua e come pianeta la Luna, racchiude la capacità di lasciarsi andare e di vivere tutta la gamma delle emozioni e l’energia sessuale nella sua accezione più ampia..
Il suo colore è l’arancione, le pietre correlate corniola, crisocolla, quarzo femmina, pietra di luna., agata muschiata...
Il profumo associato nelle nostre candele è quello del gelsomino.


3° CHAKRA - MANIPURA 



“Manipura” significa “la città del gioiello splendente”. Risiede nella zona del plesso solare, ha come ghiandola endocrina corrispondente il pancreas. E’ il chakra della forza e del potere, dell’affermazione personale: è il fuoco interiore. Se disarmonico può alimentare personalità egocentriche. L’elemento corrispondente è il fuoco, il pianeta Giove. Le corrispondenze fisiche riguardano vista, stomaco, parte alta dell’intestino, vescica biliare, fegato, milza, funzioni metaboliche e vegetative, ano.
Il suo colore è il giallo, le pietre correlate calcite gialla, topazio giallo, occhio di tigre, ambra, quarzo citrino, pirite, zolfo...
Il profumo associato nelle nostre candele è quello dell’arancio dolce.

4° CHAKRA - ANAHATA



“Anahata” significa “suono incausato”. E’ al centro del petto. Ghiandola endocrina corrispondente: timo. E’ il chakra al centro del sistema energetico: collega i tre centri inferiori, di natura fisica ed emotiva, “terreni”, con i tre superiori, mentali e spirituali. E’per mezzo dell’attività armonica di questo chakra che siamo in grado di entrare in “simpatia” con tutto ciò che esiste e di coglierne la bellezza e l’armonia, che ci mettono in grado di esprimere l’amore puro e incondizionato. Infatti, è attraverso il quarto chakra che sviluppiamo e utilizziamo la capacità di trasformazione e guarigione di sé e degli altri. Il quarto chakra è la fucina alchemica della trasformazione.
Il suo elemento è l’aria, il pianeta, Venere. Sul piano fisico si associa a polmoni, bronchi, cuore, arti superiori, circolazione, sistema linfatico e immunitario, orecchie, pelle e tatto.
I suoi colori sono il rosa e il verde, le pietre corrispondenti quarzo rosa, kunzite, rodocrosite, tormalina rosa e verde, dioptasio o pietra delle fate, smeraldo, giada....
Il profumo nelle nostre candele è la fragranza della rosa.


5° CHAKRA - VISHUDDHA
 



“Vishuddha” significa “centro di grande purezza”. Questo chakra, sito nella zona della gola, ha come ghiandole endocrine corrispondenti la tiroide e le paratiroidi. E’ il chakra della capacità di comunicazione ed espressione, alimenta la creatività e rende possibili le azioni. Il suo elemento è l’etere, il pianeta Mercurio.Il termine che in sanscrito indica l’etere è Akasha, il più sottile dei cinque elementi che costituiscono l‘universo manifesto (terra, acqua, fuoco, aria e, appunto, etere). Nel nostro sistema etere si può concepire come vuoto. Nel vuoto (di giudizi, di credenze...) può avvenire la comunicazione, la capacità di creare relazione e di unire a distanza.
Corrispondenze fisiche: plesso cervicale, nervo vago, trachea, esofago,corde vocali, gola e bocca, mascella, orecchie, naso,braccia, udito.
Il suo colore è l’azzurro, le pietre corrispondenti la calcite blu, lapislazzulo, turchese, larimar, tormalina blu, calcedonio, topazio blu, celestina, acquamarina, crisocolla, sodalite...
Il profumo associato nelle nostre candele è quello della verbena.


6° CHAKRA - AJNA 



“Ajna” chakra, o “chakra del comando” è localizzato nella fronte, fra le due sopracciglia. Ghiandola endocrina corrispondente: pituitaria, ipofisi. E’ il centro di forza che alimenta la vista interiore, l’intuizione, la capacità che ognuno di noi racchiude in sé, di vedere e percepire "oltre" tutto ciò che è pura materia. Presiede alle capacità e all’equilibrio psicospirituale. Organi corrispondenti: occhi, sistema ormonale e cervelletto.
Il suo colore è il viola, le pietre collegate ametista, fluorite, sugilite, lepidolite...
Il profumo associato nelle nostre candele è quello della lavanda.


7° CHAKRA - SAHASRARA  



“Sahasrara” è il chakra della corona, o “Loto dai mille petali”. E’ situato sulla sommità del capo ed ha come ghiandola endocrina corrispondente l’epifisi e la ghiandola pineale e corrisponde fisicamente al sistema cerebrale. E’ il punto di contatto con l’assoluto, il vortice d’entrata dove il tutto diventa l’uno e l’uno il tutto, l’interfaccia fra la coscienza individuale quella cosmica, universale. Mentre possiamo influenzare intenzionalmente l’attivazione e l’equilibrio dei sei centri energetici inferiori, nel caso del settimo chakra tutto quello che possiamo fare è aprire noi stessi, e lasciare che le cose accadano attraverso di noi. Meditazione e devozione preparano il terreno a questo accadere.
Il suo colore è il bianco, le pietre il quarzo ialino o cristallo di rocca, la selenite, l’elestial, l’apofillite o pietra di poona, il diamante...
Il profumo associato nelle nostre candele è quello del sandalo.


23 mag 2011

La scomparsa di Haruhi Suzumiya



"Le cose strane non sono normali in questo mondo." cit. Kyon.


Ecco servito su un piatto d’argento il sunto inappellabile dell’ultimo capitolo della famigerata Brigata SOS; ma andiamo con ordine (aggettivo definibile come paradossale se associato a tale film).
Temporalmente seguente alle due serie, composte entrambe da 14 episodi, questo OAV immerge lo spettatore sin da subito in una “normale” giornata in compagnia di Haruhi, Kyon, Asahina, Nagato e Koizumi.


















Le danze si aprono con un palese prologo atto a riproporre i tratti caratteristici della serie e della narrazione.
Kyon (finalmente nei panni del protagonista) apre gli occhi dopo una nottata di freddo invernale.
Siamo a Dicembre inoltrato e gli studenti giapponesi si apprestano a festeggiare il Natale e le loro vacanze imminenti.
Dopo le lezioni, come tutti i giorni, Kyon si dirige verso il suo club scolastico: la Brigata SOS!
Ad attenderlo c’è la solita Nagato intenta a leggere in una insolita quiete; neanche il tempo di accendere la stufa per riscaldarsi che, con un roboante ingresso, sfonda la porta Haruhi.
Parte così la mitica sigla della prima serie al cui termine si ci ritrova col club al completo, con tutti gli effettivi componenti pronti ad ascoltare l’ennesima trovata del capo.
Ascoltata, ed approvata, la volontà di Haruhi di indire una festa di Natale e iniziati gli adobbi del club, Kyon termina la giornata con un immersione sotto un fitto strato di coperte, pronto ad affrontare un’altra notte di freddo.
Stranamente si giunge ad una nuova giornata.
Nell’andare a scuola il nostro protagonista incontra Taniguchi suo amico e compagno di classe.
Grazie ad un breve dialogo fra i due lo spettatore inizia a venire a conoscenza del moto con cui il film si svilupperà.
In sostanza, nel giro di una notte, il mondo, ed in particolare tutti coloro lo compongono, sono cambiati.
Sono cambiati i ricordi, le esperienze ed i rapporti; ma non solo!
Haruhi non c’è più, è, giust’appunto, sparita, sostituita da Asakura (vecchia conoscenza della prima serie); stessa cosa dicasi per Koizumi.
Oltre queste due apparenti sparizioni, dove nessuno sembra aver mai conosciuto nè Haruhi nè tantomeno Koizumi, Asahina sembra non aver mai avuto alcun rapporto col protagonista.
Infine Nagato, oltre che manifestare anch’essa la più assoluta sconoscenza di Kyon, sembra aver acquisito un comportamento diametralmente opposto a quello sempre avuto in qualità di entità dati integrata aliena.
Cosa è successo? Chi è l’artefice di questo misfatto divino? Dov’è Haruhi? E Koizumi?
Sulla scia di questo incipit la trama vola, cresce, si evolve e si espande a dismisura.
Farne una trattazione ordinata sarebbe un impresa oltremodo titanica, nonché scorretta ed irrispettosa verso una storia sulle righe, che si spande al di la del tempo e dello spazio.
Pieno di colpi di scena "La scomparsa di Haruhi Suzumiya" è un film intrigante, intelligente e coinvolgente; riesce a tenere attaccati allo schermo sin dal primo minuto, per ben 2 ore e 40 minuti!
Lo spettatore si sente costantemente sospeso fra idiozia, realtà e fatiscenza; con svariati riferimenti, anche importanti, alle due serie antecedenti temporalmente che rende talvolta difficile seguirne il filo conduttore.
Unico aspetto negativo del plot è la complessità di alcuni passaggi; essa può causare uno smarrimento generale non facile da superare continuando la visione.
Il finale è un qualcosa di delizioso, finemente orchestrato; vengono lasciate libere interpretazioni e chiariti tutti i punti salienti. Vengono infine proposti spiragli di luce verso un possibile prosieguo.
Nonostante ciò, il finale risulta essere non solo godibilissimo, ma anche, e soprattutto, il colpo di grazia, in positivo, verso l’ammirazione che la trama suscita e fa nascere nello spettatore nelle precedenti ore d’animazione
.



22 mag 2011

Kan - L'Acqua

L'uomo è figlio della Natura e possiede dentro si sé tutte le qualità dei Quattro Elementi fondamentali. 
La Passione del Fuoco, l'Integrità della Terra, la Leggerezza dell'Aria e la Saggezza dell'Acqua.
Nell'Anima più elevata predomina il più magico degli elementi: l'Acqua.

Dell'acqua infatti possiamo sperimentare l'accettazione del suo fluire e del suo adattarsi ad ogni cosa che la contenga. 
Come l'acqua liquida diventa ghiaccio, come il vapore che si eleva nell'Aria torna sulla Terra per dissetarla, anche l'Anima più saggia può sperimentare le fasi della sua evoluzione senza perdere le sue qualità di purezza ed adattabilità.

V. Suyren




19 mag 2011

Ancora




Nessuno potrà portarceli via
i nostri sogni
nemmeno chi li accese
perché la storia si dipana oltre
l’aria, le minime cose
gli stipiti aggiunti
oltre ogni forma fiore braccio lingua
oltre noi stessi
e ancora...
saremo punti luce
anagrammi di sole
musiche forse
o qualunque bellezza che ci viva...

Cristina Bove

Divenire




Siddharta ascoltava.
Era tutt'orecchi, interamente immerso in ascolto, totalmente vuoto, totalmente disposto ad assorbire; sentiva che ora aveva appreso tutta l'arte dell'ascoltare.
Spesso aveva già ascoltato tutto ciò, queste mille voci nel fiume; ma ora tutto ciò aveva un suono nuovo.
Ecco che più non riusciva a distinguere le molte voci, le allegre da quelle in pianto, le infantili da quelle virili, tutte si mescolavano insieme, lamenti di desiderio e riso del saggio, grida di collera e gemiti di morenti, tutto era una cosa sola, tutto era mescolato e intrecciato, in mille modi contesto.
E tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male, tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita.
E se Siddharta ascoltava attentamente questo fiume, questo canto dalle mille voci, se non porgeva ascolto né al dolore né al riso, se non legava la propria anima a una di quelle voci e se non s'impersonava in esse col proprio io, ma tutte le udiva, percepiva il Tutto, l'Unità, e allora il grande canto delle mille voci consisteva in un'unica parola, e questa parola era Om: la perfezione.

Herman Hesse

17 mag 2011

Kiseki no Umi - Records of Lodoss War




La Opening è semplicemente stupenda, più la ascolto e più mi piace!


Yami no yozora ga futari wakatsu no wa
yobiau kokoro hadaka ni suru tame

Kazari nugisute subete nakusu toki
Nanika ga mieru

Kaze yo watashi wa tachimukau
yukou kurushimi no umi e to

Kizuna kono mune ni kizande
kudakeru nami wa hatenaku tomo

Nani wo motomete daremo arasou no
Nagashita chishio hana wo sakaseru no

Toutoki ashita kono te ni suru made
deaeru hi made

Kaze yo watashi wa tachimukau
yukou kagayaki wo mezashite

Inori kono mune ni dakishime
Samayou yami no you na mirai

Kaze yo watashi wa osorenai
ai koso mitsukedashita kiseki yo

Kimi wo shinjiteru yorokobi
Arashi wa ai ni kizuku tame ni fuiteru





Il Mare dei Miracoli

Il cielo notturno ci separa
mettiamo a nudo i nostri cuori per invocarci l'un l'altro.

Strappa quegli inutili orpelli.
Alcune cose posso essere viste solo quando perdi tutto

Oh vento, io starò lì rivolta verso di te!
Mi inabisserò nel mare dell'angoscia...


Se queste restrizioni feriscono il mio petto,
e le onde che si frantumano sono infinite...

Cosa spinge tutti a combattere?
Lo scorrere del sangue fa forse sbocciare i fiori?

Finchè il prezioso domani sarà nelle mie mani...
Fino al giorno in cui ci incontreremo...

Abbraccerò le preghiere nel mio cuore,
Aggirandomi in un futuro oscuro.

Oh Vento, non sono spaventata!
L'amore è il miracolo che ho trovato!

Credere in te è la mia gioia...
La tempesta infuria affinché noi
possiamo realizzare il nostro amore.

16 mag 2011

Sometime ago...






Sometime ago
I was watching the leaves,
lost in that world
in that life beneath
the Blu Skin, over my head

And sometime ago
I was fighting my pain, fighting to win
just like it was a game
and I tought, it would never end
And now I’m somewhere else
I came, just to visit
and I dont think I’ll stay
any a longer, any a longer
So I’ll see you some day
yeah I’ll see you sometime, sometime…
Sometime ago I was watching the leaves
lost in that world in that life beneath,
the Blu Sky over my head...
And sometime ago
I was fighting my pain,
fighting to win
just like it was a game
and I tought it would never end
But now that I’m
somewhere else
oh I came just to visit
I don’t think I’ll stay
any a longer
any a longer…
So I’ll see you
some day,
I’ll see you
some time,
and just like you said
one time,
you can go, you can go,
you can go...

I’ll be fine
yeah, I’ll be fine
you can go, I’ll be fine
just fine...
Sometime ago
I was watching the leaves
lost in that world, in that life beneath
the Blue…

15 mag 2011

Il tuo sorriso

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,

la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso 

vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.



Pablo Neruda




14 mag 2011

Romeo x Juliet - You Raise Me Up


When I am down and, oh my soul, so weary
When troubles come and my heart burdened be
Then, I am still and wait here in the silence
Until you come and sit awhile with me

You raise me up, so I can stand on mountains
You raise me up, to walk on stormy seas
I am strong, when I am on your shoulders
You raise me up, to more than I can be

There is no life - no life without its hunger;
Each restless heart beats so imperfectly;
But when you come and I am filled with wonder,
Sometimes, I think I glimpse eternity

You raise me up, so I can stand on mountains
You raise me up, to walk on stormy seas
I am strong, when I am on your shoulders
You raise me up, to more than I can be

You raise me up, to more than I can be...


Love is stronger than Death

Benché ammattiscano 
saranno sani di mente
Benché sprofondino in mare 

risaliranno a galla
Benché gli amanti si perdano 

l’Amore sarà salvo
E la Morte non avrà più dominio.



Dylan Thomas







12 mag 2011

Cammina Nel Sole





Cammina nel sole
walking away with me
e brucia le suole fino a che...
finchè sulla strada
profumo di viole c'è
Cammina nel sole...


Finche' ti scaldera'
finche' ti va
finche' avrai la sensazione di esser libero...


Perchè non c'è una età
e se non ce la fai più
guarda in sù... 

11 mag 2011

L'Aura e la cromoterapia

L’uomo ha un campo energetico che lo circonda: è ciò che 
chiamiamo ‘aura’, la cui esistenza è dovuta alla presenza 
dello spirito, collegato al corpo attraverso i 7 chakra.
L’aura è la nostra difesa naturale che ci protegge all'esterno

dalle malattie e da tutto ciò che non è positivo.
Quando ci ammaliamo, infatti, la malattia prima attacca
l’aura, poi il corpo: per questo motivo è molto importante
che l’aurea fisica sia spessa, omogenea ed in salute.
Ogni persona ha un’aura particolare che dipende 

dal suo modo di essere
L’uomo ha tre tipi di aure: l’aura eterica, vicina al corpo,
l’aura mentale e l’aura spirituale.

L’aura mentale riflette il nostro stato mentale, i nostri
pensieri e il nostro modo di pensare.
L’aura mentale è molto più complessa, il funzionamento
della mente è più complesso di quello del corpo.
Per reintegrare quest’aura sono necessarie concentrazioni,
meditazioni, emissioni di mantra. Il lavoro sull’aura
spirituale è ancora più complesso. 


Di seguito diamo un elenco di corrispondenze
tra colore dell'aura e stato d'animo dell'individuo.
Sono indicazioni di tipo caratteriale e sono legate
alle nostre prefenze sulle tinte cromatiche.
Segnaliamo le caratteristiche curative, infatti attraverso
i colori dell'aura è possibile fare diagnostica fisica
e mentale (Cromoterapia).
Quindi i colori possono aiutarci ad avere una coscienza
maggiore di noi stessi e del nostro stato di salute.

Blu: freddo, drenante,
anti-infiammatorio, predispone alla concentrazione ed
all' introspezione.

Verde: freddo, rilassante,
calmante, anti-infiammatorio, predispone all'ascolto
sia degli altri che al nostro interiore.

Rosso: caldo, vasodilatatore,
emostatico, eccitante.

Arancio: caldo,
tinta della socialità e della conversazione, aiuta nelle
depressioni e i soggetti ipotesi.

Rosa: simile all'arancio
ma con effetti attenuati; inoltre dispone all'amore
verso gli altri, è la tinta della carità.

Giallo Limone: indica
astringenza, legato alla gelosia.

Giallo oro: tinta solare molto evoluta, 

legata a individui con qualità spirituali.

Viola: freddo, antidolorifico,
è la tinta della meditazione e della spiritualità.

Marrone: caldo, tinta della terra; 

cura gli intestini e aiuta a mantenere
il rapporto con il presente e il quotidiano.

Nero: assenza di colore, 

non c'è una precisa indicazione cromatica.

Bianco: essenza di tutti i colori; 

tinta neutra, nè fredda, nè calda,
ma rappresenta il puro o la purificazione 

nel fisico o nei pensieri.